IL MIO CRICETO NON VEDE L’ORA


Editoriale del 7 agosto 2020

Ci sono i record che segnalano grandi capacità, superamento del limite, e di solito appartengono all’umano. Migliorare anche di un decimo di secondo il record dei cento metri piani è impresa sempre più rara, che deve molto anche al miglioramento delle piste e di tante conoscenze che sono costruzioni e non dotazioni.

L’uomo vuole stupire e anche lo stupore è relativo all’uomo, alla sua esperienza. Al mio paese ci si stupiva di una fontana con gli zampilli, abituati a vedere l’acqua defluire a cascata verso il basso.

Ci sono tanti superamenti del limite che di sensazionale hanno solo la nostra curiosità. La pizza più grande, il panino più lungo, tutti record che nel loro superamento fanno perdere all’oggetto la sua funzione, ma servono solo a stupire, non in quanto tali, perché non finiranno in nessuna esposizione, ma ci colpiscono per l’immane lavoro che è costato.

Ci pensavo vedendo portata a termine la posa in opera di una enorme ruota panoramica, fruibile a tempo determinato, eretta nel porto di Cagliari. La caratteristica di panoramicità sta nella sua invadenza, perché sposta l’attenzione su di sé, non avendo altro fine.

Tanti hanno scritto pagine famose sulla visione del porto, una specie di cartolina di presentazione, le parole per una apparizione, unica.

Spero non sia una trovata per passare alla storia, quella politica. Prima fu lanciata l’idea di un guerriero nuragico a grandezza innaturale, di un nuraghe enorme, un record insuperabile, il primo nuraghe con vista mare, antico e moderno insieme.

Quindi la ruota vale in se stessa, notevole per la sua inutilità funzionale, scadente per virtù estetiche, meglio in un museo la ruota di un carro a buoi. Ma sì, fra 6 mesi la tolgono. Capirei se fosse una iniziativa fra le tante, spero però che non ne abbiano di altre simili.

Rimanendo nel campo preferisco la ruota del pavone che stupisce sempre chi può ammirarla, però penso sempre al dispendio dell’animale, che ogni tanto deve dispiegarla, non si sa mai che ci sia in giro qualche femmina. In quel caso ha una sua funzione, come la tartaruga dei palestrati, o la depilazione, o i tatuaggi, che io ho sempre trascurato. Come trascurerò la ruota panoramica e la sua dislocazione. Le cose sono fatte per essere migliorabili, come i record appunto, stando attenti però al segno più, fare obbrobri è troppo facile, come dimenticarsene. Un giro sulla ruota costerà, non mi informerò al botteghino.

 

Nino Nonnis (Sa cavana [la roncola] di Aristan)

 

Ci sono i record che segnalano grandi capacità, superamento del limite, e di solito appartengono all’umano. Migliorare anche di un decimo di secondo il record dei cento metri piani è impresa sempre più rara, che deve molto anche al miglioramento delle piste e di tante conoscenze che sono costruzioni e non dotazioni (da IL MIO CRICETO NON VEDE L’ORA – Editoriale di Nino Nonnis)

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