IL MIRACOLO DEL DIAVOLO


Editoriale del 15 aprile 2016

Vorrei trovare un posto dove mangiare una focaccia
e riposare i miei piedi.
Mi addentro verso la salita del Prione e immagino Colombo passeggiare da bambino mentre cresce in lui il fuoco sacro del partire.
Questa strada è ripida come un precipizio e mi porta coi gabbiani in picchiata verso Piazza delle Erbe.
Mentre sazio il mio stomaco sento il suono mitico di un violino.
Sarà uno Stradivari?
Un vecchio lurido alto e pallido mi guarda e sorride: «E’ Paganini che suona il mio Guarnieri mentre cerca la casa dove è nato, qui, in un vicolo della Gattamora». Non sa lui, morto da 150 anni, che avevano rasa al suolo la sua casa per costruirci qualcosa.
Non sa che poi ci hanno fatto solo dei giardini perché nessuno avrebbe mai vissuto lì dove era nato il Diavolo.
Ogni notte, quando vuol tornare a casa, il suo trillo risuona
come un miracolo in tutta Genova.
E’ il miracolo del Diavolo.
E io, corda spezzata, mi abbandono a lui.

Virginia Saba
(Autostoppista ad Aristan)

Ogni notte, quando vuol tornare a casa, il suo trillo risuona come un miracolo in tutta Genova.
E’ il miracolo del Diavolo.
E io, corda spezzata, mi abbandono a lui.
(da IL MIRACOLO DEL DIAVOLO editoriale di Virginia Saba)
da Il violinista del diavolo (2013) diretto da Bernard Rose. Con David Garrett

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