IL MISTERO PER FORTUNA SVELATO - Editoriale del 19 febbraio 2021


Museo Guggheneim, il Louvre, gli Uffizi, il Prado, si può dire che in ogni paese ci sia un museo d’arte famoso. Al museo di Birmingham mi capitò di vedere in una sala un bel dipinto piuttosto grande, mi attirò forse per quello, mi avvicinai e lessi il nome dell’autore: il maestro di Castelsardo. Mi venne voglia di dirlo a tutti “Questo viene dalle mie parti” o “Anche io vengo da quelle parti”. Mi sembrò eccezionale il fatto, anche perché non tutti sanno che è esistito un Maestro di Castelsardo, qualcuno pensa che sia un collega della scuola Satta di piazza del Carmine.
Noi sardi siamo schivi, riservati, introversi nell’architettura e anche nell’arte, nascondiamo i Giganti di Mont ‘e Prama, releghiamo in un ripostiglio opere degne di luce. Non abbiamo grandi gallerie d’arte, musei che rivaleggino, e quindi non abbiamo grandi personaggi d’arte. Abbiamo anche eliminato per sempre un maestoso murale di Pinuccio Sciola. Per questo motivo voglio rendere onore al più grande amante d’arte di Cagliari, al più conosciuto gallerista sardo, che definire mercante sarebbe fuorviante.
Fu l’inventore, dal nulla praticamente, della prima galleria all’aperto. Si era specializzato e i suoi quadri erano riconoscibili anche appesi a una parete perché avevano sempre una cornice che faceva miglior figura del dipinto.
Il suo nome non lo si sa, ma si conosce il soprannome Lolli Setticoncas. Ma io voglio ricordarlo per un episodio di cui sono venuto a conoscenza per caso. E mi sarebbe dispiaciuto non scoprirlo.

Quando è morto mio padre, mio fratello andava al cimitero e trovava sempre dei fiori che lui non metteva perché babbo aveva sempre detto di non volerne. Un mistero, chi li metteva quindi? Mia madre, scherzando ipotizzava che fosse un’amante tardiva, ma la nostra pigrizia era superiore alla curiosità di scoprire per cui non ci appostammo.
Un giorno mio fratello arrivò ed esclamò “Risolto il mistero del cimitero”. Era andato e mentre stava davanti ala tomba uno dietro di lui gli aveva detto “Ne’ custus froris, ponisiddus a babbu rù” (tieni, questi fiori sono per tuo padre). Era Lolli Setticoncas. E gli parlò del suo affetto e riconoscenza per mio padre, una storia che non sapevamo. Mio padre era ufficiale giudiziario e tante volte aveva favorito Lolli, e la madre di Lolli, che era una prostituta (mi sbilancio con rispetto esistenziale) che non se la passava troppo bene.
Chi abbia conosciuto mio padre può confermare la sua generosità e senso di giustizia e della giustizia. Ma altri potranno confermare la sorpresa al gesto di Lolli, che era conosciuto dietro l’apparenza che a qualcuno sembrava poco rassicurante. All’angolo della via Cocco Ortu io avrei messo una targa per ricordare uno di quei monumenti che scompaiono, ma dovrebbero essere ricordati “Qui sorgeva la famosa Galleria d’arte fondata da Lolli Setticoncas, mercante d’arte, collega di vendite di Van Gogh”.

Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

“Non tutti sanno che è esistito un Maestro di Castelsardo, qualcuno pensa che sia un collega della scuola Satta di piazza del Carmine.”
Da IL MISTERO PER FORTUNA SVELATO – Editoriale di Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

 

È morto Vittore Bocchetta, un uomo che seppe conservare anche nelle circostanze più disperate la sua meravigliosa Regalità Individuale.
Un bacio a Cricrì Bocchetta, sindaco della fluttuante Città-Stato di Aristan. Sua degna nipote.

 

 

 

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