IL MONDO DEL SILENZIO


Editoriale del 27 novembre 2015

Persa nel crepuscolare autunno madrileno
ho chiesto un passaggio ad un’auto scura.
Lugubre e lenta, si è fermata al mio cenno.
L’autista in livrea senza dirmi manco “ba“
mi ha fatto accomodare nel sedile posteriore.
Accanto, un signore in bombetta
mi ha salutato con un gentile sorriso.
Arrivati alla Puerta del Sol
dopo un viaggio senza parole
un silenzio di tomba mi ha accolto.
Una fiumana di persone
si scambiava baci e abbracci, inchini e baciamani.
Sfrego occhi e orecchie, ma nulla cambia.
In un chiasso di gesti e bocche sorridenti
non sento i bla bla di saccenti e sapienti.
Non l’offesa né la falsa promessa.
Non la banalità, non gli accenti di popoli diversi.
E poi, il dolore, qui, va via.
Non è un dardo di vocali e consonanti verso l’anima.
È al massimo una forte stretta di mano,
oppure uno schiaffo senza senso il cui effetto è già perduto.
Che bellezza, che meraviglia il mondo del silenzio.
Un paesaggio muto e senza colori
di questo autunno buio madrileno.
Ha profumi, sapori, contatti intensi.
Sentimenti, ricordi, piaceri.
Immersa in questa beatitudine
non ho osato aprire bocca.
E mentre festeggio la morte delle parole
rivedo il signore in bombetta.
Frettoloso, coi baffetti, e col bastone,
mi ha raccolto dalla terra scura una candida rosa.
Poi tra la folla, al centro della piazza
si è fatto largo un cartello a colori.
“Giornata mondiale dei sordomuti“.
Sono rimasta lì, tra baci e abbracci, inchini e baciamani.
Sarebbe bello oggi come allora
non parlare e non sentire.

Virginia Saba
(Autostoppista ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

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