IL MONDO SUPERFLUO


Editoriale del 21 giugno 2015

Accumuliamo oggetti che ci attendono impazienti. Il tempo e la polvere li coprono mentre aspettano invano che almeno li tocchiamo di nuovo, li indossiamo, oppure che – almeno un’ultima volta – li degniamo di uno sguardo. I giorni invece passano inosservati e, la stragrande maggioranza delle cose che hanno fatto la nostra vita, che erano la nostra vita, vengono abbandonate, offese ed infine obliate nell’inutile alveare di spazi familiari così tanto e sempre identici a loro stessi da diventare anonimi, da sembrare appartenere a qualcun altro: a chi eravamo e che non siamo più, da molto. Tutto, in questo modo, diviene immobile, immutabile e solo apparentemente eterno. Non lo è. Vi prego, fate un giro per casa, dentro gli armadi e sino al fondo dei cassetti. Andate nelle soffitte e nelle cantine e riguardate tutto, toccate, odorate e, se la vostra vita passata non rimbalza di nuovo come un cuore innamorato, liberate quegli oggetti per liberare voi stessi dai ricordi di un Mondo Superfluo di cui non conservate neppure memoria e che non vi apparterrà mai più.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Il favoloso mondo di Amélie (2001) scritto e diretto da Jean-Pierre Jeunet ed interpretato da Audrey Tautou

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