IL NAVIGATORE NON SATELLITARE


Editoriale del 4 ottobre 2019

“Faghere s’istradone e s’ainu”. Fare la strada dell’asino, modo di dire sardo dovuto alla familiarità che si aveva con l’asino. Al mio paese era uguale precisare gli abitanti col numero degli asini, che un tempo coincideva. Tutti ne avevano più d’uno. Nelle strade, sulle facciate delle case sporgeva “sa loriga”, un anello in ferro che serviva per parcheggiare l’asino con la sua fune. L’orto era situato dietro e l’animale lo raggiungeva passando dall’andito.

Verso sera tornavano i pastori dalla campagna, altro che le donzellette di Leopardi, chi a piedi chi sull’asino, ma tutti con l’asino. Io li conoscevo ad uno ad uno, padrone e animale, perché stavo in agguato davanti all’uscio di casa, e chiedevo sempre di salire. Arrivato in piazza di chiesa scendevo, ringraziavo a parole il padrone e a gesti l’asino e chiedevo un passaggio ad un altro che faceva il percorso inverso.

Si dice che l’asino faccia la stessa strada se è abituato a farla, non conosce scorciatoie, e se c’è uno strapiombo, anche di due metri, si tiene sul bordo, e se insisti a farlo voltare dice che sei tu il testardo.

Potevo avere dieci anni e l’estate la passavo in paese, dove vivevo una vita diversa, più libera. Mentre a Cagliari si era esperti di pesci e i soprannomi attingevano a topi più o meno grandi, in paese potevo osservare maiali e buoi, dal vivo.

Chiesi un giorno a mio cugino Angelo di portarmi alle vacche il giorno dopo. Mi promise di sì, anche se avrei dovuto alzarmi presto. L’indomani mi svegliai, mi alzai, ma non vidi mio cugino. Mia nonna mi disse che era già andato e non mi aveva svegliato perché stavo dormendo troppo bene.

“Ma io volevo andare alle vacche, me l’aveva promesso”.

“Vuoi andare? E vai”.

“Ma non so dov’è, non ci sono mai andato”.

“Tu non lo sai, ma l’asino sì. Prendi Piccocchedda, ci sali sopra e truba”

“Ma cosa le dico?”

“E cosa gli dici? Sa tutto lei, tu pensa a farla muovere”.

Presi Piccocchedda, senza basto e navigatore satellitare e la invitai a muoversi ”Tru s’a(inu)”.

In viaggio non scambiammo una parola, ma venti minuti dopo arrivai da mio cugino, che non si stupì “Fatta ce l’hai?”.

 

 

Nino Nonnis (Zoo Roastro)

 

Si dice che l’asino faccia la stessa strada se è abituato a farla, non conosce scorciatoie, e se c’è uno strapiombo, anche di due metri, si tiene sul bordo, e se insisti a farlo voltare dice che sei tu il testardo

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA