IL PASTIS DI ROBIN HOOD


Editoriale del 27 agosto 2014

Poteva succedere solo a Marsiglia. Yves Buffille, ex sindacalista dei portuali, si è beccato una condanna a 15 mesi per aver truccato centinaia di dossier di colleghi, in modo che ottenessero gli indennizzi e la pensione anticipata dei lavoratori esposti all’amianto. Tecnicamente, è una truffa allo Stato. Per molti è un atto di giustizia: quelle persone dipendevano da aziende escluse dai benefici per un cavillo, pur operando nelle stesse condizioni degli altri. Perciò Buffille è stato soprannominato dalla stampa francese Robin des Bois, Robin Hood (anche se l’aspetto è quello di Obelix con l’altezza di Asterix e la faccia di Louis De Funès). Il dettaglio più commovente è il compenso che ha ricevuto da quelli per cui poi si è preso la condanna: nessuna mazzetta, solo qualche bottiglia di pastis, bevuta al porto coi colleghi. Un personaggio che sarebbe piaciuto a Jean Claude Izzo, e al commissario Montale inventato dalla sua penna. E che visto dall’Italia, il Paese degli esodati, merita ammirazione. Se non altro, per il coraggio di ingoiare tutto quel pastis.

Giuseppe Meloni
(Serendipiterapeuta di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Robin Hood, 1973 diretto da Wolfgang Reitherman, prodotto dalla Walt Disney Productions

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