IL PRESEPIO, TRUMP, I POVERI


Editoriale del 22 dicembre 2016

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Il mio presepio, quello che tiro fuori ogni anno da una scatola di scarpe, è povero. Pochi personaggi, sempre gli stessi, rovinati dal tempo. Tutti dall’aria umile e dimessa, dal Bue allo Zampognaro, poveri come dovevano essere quelli che salutavano la nascita di Gesù. Sarebbe allora concepibile nel mio presepio la presenza di Donald Trump? Secondo molti intellettuali americani (cito il New Yorker) la migliore definizione di Trump è quella recentemente data dalla scrittrice Fran Leibowitz in un’intervista a Vanity Fair: “Trump è l’idea che i poveri hanno di una persona ricca”. Solo un povero che vince alla lotteria comprerebbe le pacchianerie – come i rubinetti d’oro- che Trump mette in mostra nel suo appartamento. L’umile Zampognaro è perplesso. Vorrebbe chiedere a Fran Leibowitz se conosca qualcuno che corrisponda all’idea che un ricco ha di una persona povera.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)


Solo un povero che vince alla lotteria comprerebbe le pacchianerie che Trump mette in mostra nel suo appartamento…
(da IL PRESEPIO, TRUMP, I POVERI di Marco Schintu)

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