IL PROFUMO DI ZOLFO DEI MÅNESKIN


Editoriale del 31 maggio 2021

Luciferini, terribili, aggressivi. Tra fiamme e fumo i Måneskin, musicisti rock, aggrediscono lo spazio scenico dell’Eurovision song contest, gridano con ferocia la loro canzone, e vincono. Hanno evocato l’ambiguità lunare di “Space Oddity”, il ritmo incalzante di “Satisfaction” e la furia cieca di “Paranoid”, ma quando vengono proclamati vincitori, saltellano, piangono e si abbracciano come se avessero vinto la finale di Miss Italia. Non riesco a immaginare gli stessi gridolini di gioia in David Bowie e non vedo Mick Jagger e Keith Richard (Rolling Stones) che, commossi, mandano bacini; per non parlare di quella bestia di Ozzy Osbourne (Black Sabbath) che si farebbe amputare il dito medio prima di genuflettersi in lacrime per ringraziare il pubblico. Giocando con la frase-chiave di “Zitti e buoni”, il brano che ha trionfato all’Eurovision song contest e al Festival di Sanremo, non credo che i Måneskin siano “fuori di testa”, di sicuro però sono “diversi da loro”.

Filippo Martinez (Critico musicale)

“Non riesco a immaginare gli stessi gridolini di gioia in David Bowie e non vedo Mick Jagger e Keith Richard (Rolling Stones) che, commossi, mandano bacini.”
Da IL PROFUMO DI ZOLFO DEI MÅNESKIN – Editoriale di Filippo Martinez (Critico musicale)

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