IL RUMORE DEI PASSI (La colpa è sempre degli altri)


Editoriale del 16 maggio 2013

A letto leggo un albo di Dylan Dog, morti viventi attaccano i vivi e li rendono uguali a se stessi. Mi sembra quasi di udire il rumore dei loro passi: cupo, ritmico, ossessivo. Gli umani sono in gran parte già contagiati, si salvano solo alcuni asserragliati nelle loro case.
Penso alla politica italiana, la destra ha già contagiato il centro e la sinistra, i Grillini asserragliati non per evitare il contagio ma per aver modo di conquistare i voti degli altri e prenderne il posto: vampiri, vampiri. I semplici elettori si lamentano perché i parlamentari fanno ciò che anch’essi, se fossero eletti, farebbero.
Mi sento innocente e truffato; mi viene sete, vado a bere. Come mi muovo sento quel rumore di passi: cupo ritmico, ossessivo. Sono loro. Arrivano! Chiudo l’uscio a doppia mandata, le finestre, le finestre, tutte, tutte, corro, corrono anche loro, sono dentro la casa, corro più veloce e anch’essi…
Capisco di essere solo in casa e mi fermo.
Sparisce anche il rumore dei passi. Respiro. Meno male. Era solo il rumore dei miei passi, era solo il rumore dei miei passi, solo il rumore dei miei passi.

Ing. Carlo Todde
(Divulgatore Scientifico presso l’Università di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da I cento passi (2000) diretto da Marco Tullio Giordana con Luigi Lo Cascio

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