IL SALTO DELLA CAPRA


Editoriale del 25 settembre 2020

Non sapete cos’è il “salto della capra”? niente… come molti usano dire iniziando un discorso che non ha pretese. Messo tra virgolette non potreste neanche immaginarlo. È una festa popolare, dove accorre un sacco di gente, dove una capra fa un salto, o meglio viene costretta a farlo. Da un campanile. Ma questo è veramente niente. La capra, si sa, è brava proprio nei salti, i campanili stanno in una chiesa, e di solito nei piccoli paesi sono il punto più alto. Il fatto eccezionale non è questo, è invece che ci siano delle persone che portano la capra sin lassù, puntuale ogni anno poi, e giù in basso ce ne siano molte altre di più, moltissime, che assistono allo splendido, ma sino ad ora sempre sfortunato, gesto atletico dell’animale.
Possiamo pensare di eliminare questo sano divertimento? rovinare un giorno di festa che appartiene alla tradizione e quindi alla cultura? certo che no!
“Papà, dove mi porti?” – “Figlio, andiamo a vedere uno spettacolo che ha visto tuo nonno e prima di lui tuo bisnonno e prima di lui…” – “La trebbiatura!” – “No!” – “La tosatura allora” – “Neanche. Il salto della capra” – “Ma io ne ho già visto tante di capre che saltano… da zio, in campagna” – “Qui è diverso, figlio mio, qui la capra muore, anzi dà l’idea che possa farcela, ma invece si sfracella al suolo” – “E se si salva?” – “Ma vuoi scherzare? non è mai successo. Significherebbe un anno di sventure per il nostro paese” – “Come mai allora c’è stata lo stesso l’inondazione l’anno scorso?” – “Perché non è morta subito” – “Andiamo papi, andiamo, non vedo l’ora” – “Sì, ma prima facciamo un salto in chiesa a sentire la santa messa” – “Giusto papino. Andiamo. Attento al gradino che poi inciampi e ti fai male, come è successo a nonna la volta che l’hai accompagnata in chiesa”.
Pretenderemmo di sindacare su un’usanza di un intero popolo? di dire il nostro esterno parere su un momento di aggregazione di una intera comunità molto coesa? “Mi è sembrato di sentire che uno… là in fondo…” – “No, vai avanti… ti sei confuso… era un belato lontano”.
Se fosse uno spettacolo, basterebbe proiettare un filmato, una sorta di documentario con tutto il rituale, magari con una capra finta, come si fa al cinema, con degli effetti speciali. Non lo si vivrebbe più dal vivo con vera genuina e autentica passione. Stavo per dire coinvolgimento, be’, ormai l’ho detto.

Nino Nonnis (Sa cavana [la roncola] di Aristan)

“Possiamo pensare di eliminare questo sano divertimento? rovinare un giorno di festa che appartiene alla tradizione e quindi alla cultura? certo che no!”
Da IL SALTO DELLA CAPRA – Editoriale di Nino Nonnis (Sa cavana [la roncola] di Aristan)

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