IL SALUBA-20


Editoriale del 25 maggio 2020

 

Tutto è cominciato il 9 marzo, con una telefonata di Matteo, mio figlio, dopo la conferenza stampa che annunciava la clausura per il COVID-19: “Papà hai sentito chi sono le persone più a rischio?” “Sì, sono gli anziani al di sopra dei 65 anni.” “Bene, tu l’anno prossimo compi 70 anni; sei vecchio, non fare il fenomeno e chiuditi a casa”. Naturalmente l’ho subito diseredato e ho chiuso il telefono. Settanta anni. Ero offeso. Per cominciare sto benissimo, ogni anno da giugno a ottobre nuoto in scioltezza almeno due ore al giorno e, a parte il calcio e i 100 metri piani, posso fare alla grande tutto ciò che facevo a 20 anni, certe cose anche meglio. Ma ormai, fatalmente, quell’annuncio aveva generato un nuovo, subdolo virus; il SALUBA-20 (Saluti e Baci 2020). Questo, a differenza dell’altro, non è mortale ma è abominevole. Con la scusa della prevenzione, infatti, scatena un’ipocrita discriminazione verso gli ultrasessantacinquenni. Da allora, chissà perché, quasi tutti incontrandomi dicono: “Ciao Filippo, sai che ti trovo molto bene?!”. Rispondo sempre con un “grazie”, pronunciato a denti stretti. È chiaro come il sole che, con peloso compiacimento, sottintendono la frase “…Per l’età che hai.”

Fino ad oggi, da quel maledetto 9 marzo, mi ero sempre sentito immune dalle subdole suggestioni del nuovo virus, ma stamane ho capito che il SALUBA-20 aveva infettato anche me. Mentre mettevo in ordine il mio archivio, infatti, ho notato che tutti, proprio tutti gli adulti delle mie foto in bianco e nero sono morti. È stato un duro colpo. Da quel momento ho cominciato a riflettere sulla mia età, e, con una punta di inquietudine, mi sono reso conto che, fra le tantissime persone che frequento, sono quasi sempre il più vecchio. Spesso di gran lunga il più vecchio. E non me n’ero accorto. Subito, per rincuorarmi, ho pensato di avere comunque abbastanza tempo; basandomi sulla durata della vita di mio padre, infatti, ho ipotizzato per me, salvo imprevisti, altri 15/16 anni. Poi però, per valutarne meglio la durata, ho commesso l’errore di sfogliare l’agenda di 16 anni fa, quella del 2004; c’era scritto: “Organizzare il Secondo Raduno Mondiale degli Zorro”. E sono rimasto senza fiato. Praticamente era ieri.

A questo punto non ho più scelta: andrò al massimo; così, come insegna la relatività di Einstein, il tempo sarà costretto a rallentare. In ogni caso trovo questa faccenda della morte disdicevole. Davvero disdicevole.

Filippo Martinez (Morituro)

 

https://www.youtube.com/watch?v=t8JIidzAuDk

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