Il SENSO DEL PUDORE


Editoriale del 12 settembre 2021

Da piccola mi piaceva guardare le fotografie, tiravo fuori la scatola che ne conteneva forse un centinaio e le guardavo. Nonno Salvatore che somigliava a Henry Ford, la carrozza con tanto di cavalli del funerale della mia bisnonna napoletana Giovanna, la cugina di mamma in un letto perché – mi pare di ricordare – era nata con le ginocchia al contrario, papà militare che guarda l’obiettivo con la sigaretta in bocca e un piede appoggiato su una pietra, la comunione di mio fratello e di mia sorella vestiti di tutto punto come due sposi, mamma in un salto in alto frontale – sul retro c’è scritto m.1,24 -, zia Dora morta a diciotto anni di tubercolosi. Erano foto sparse, senza una logica, volti e momenti memorabili: un matrimonio, una laurea, una gita di famiglia in montagna, la festa da ballo al circolo ufficiali. Dietro c’erano storie importanti, le radici, ed era bello conoscerle. Non posterei tutte quelle immagini di piatti, di abbracci intimi, di sorrisi, di baci con chiunque. Spesso raccontano troppo di niente. La Storia, quella vera, resta fuori dall’inquadratura e troppi occhi innocenti guardano. Un po’ di pudore e rispetto per quella bambina che fruga nella scatola alla ricerca delle sue radici.

Giovanna Ferraro (Assistente di volo ad Aristan)

“Troppi occhi innocenti guardano”
Da Il SENSO DEL PUDORE – Editoriale di Giovanna Ferraro
(Assistente di volo ad Aristan)

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