IL TEMPO A PERCENTUALE DI VITA


Editoriale del 10 aprile 2020

In questa situazione di quarantena i vecchi e gli anziani vengono tenuti in gran conto. Li capisco, perché anch’io sono anziano, mi preoccupo per mio figlio, e mi attendo anche di diventare nonno se qualcuna ci sta con lui. Questo periodo di quarantena tocca tutti indistintamente, ma da tutti viene percepito in maniera differente. Il fattore tempo è uno degli elementi che ci differenzia. Una coppia sposata con figli lo vive con partecipazione diversa da un single. È fortunato chi ha casa grande, letti separati e due televisori, in caso di gusti diversi. I più sfortunati sono quelli che hanno avuto la visita della suocera, che doveva ripartire proprio il giorno dopo che hanno chiuso tutti i voli. Lo so perché ho un amico che era disperato “Ma perché? –  gli ho chiesto – Dovevi andare da qualche parte?” – “Io no”. 

Io vivo da solo con un cane e ho il giardino, per cui non devo neanche farlo uscire in strada. So di gente che invece ne approfitta per portarlo a fare i bisogni e qui la fantasia italica si sprigiona. So di cani che la fanno cinque volte al giorno, tirano il guinzaglio stanchi per rientrare a casa, stanchi di uscire senza dover fare i bisogni. Qualcuno li usa infatti come scusa: ”Sono uscito per portare il cane” – “Ma se il cane non c’è” – “Mi è scappato”. Qualcuno, più furbo secondo lui, esce con un guinzaglio comprato per l’occasione”. “Che taglia ha il cane?” – “Qualsiasi”. So di uno che ha portato il gatto, col guinzaglio ovviamente.

Una fortuna l’abbiamo avuta. Pensate se fosse successa in piena estate. Abbiamo sperato in dimensioni diverse, invece adesso c’è una prospettiva lunga e la percezione del tempo è diversa a seconda che lo tenga in conto un giovane o un vecchio. Una cosa è dire a uno scrittore giovane che il suo libro verrà pubblicato tra due anni. Un anziano potrà pensare che lo vogliano pubblicare postumo. Mi dico sempre che vorrò vivere a lungo. Ho accettato le varie fasi: ho smesso di giocare a pallone, poi a tennis, raramente faccio le tre in un locale, rinuncio a impegni stressanti. Mi accontenterò di fare lo spettatore del mondo. Seguire le persone che mi sono care, facendo l’inventario dei miei coetanei. In effetti sto fingendo rassegnazione, per ingannare il virus, che però se ne frega di meriti e colpe, altrimenti sarebbe un grande equilibratore.

 

Nino Nonnis (Sa Cavana [la roncola] di Aristan)

 

Abbiamo sperato in dimensioni diverse, invece adesso c’è una prospettiva lunga e la percezione del tempo è diversa a seconda che lo tenga in conto un giovane o un vecchio (da IL TEMPO A PERCENTUALE DI VITA – Editoriale di Nino Nonnis)

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