IL VIAGGIATORE


Editoriale del 29 luglio 2012

Sono nato ricco. Vivendo di rendita, ho potuto dedicare la giovinezza allo studio della scienza e la maturità ai viaggi. Lascio all’Archivio tre significative testimonianze delle mie ultime esperienze fuori di casa”.
Questa è la brevissima (e un po’ deludente) memoria depositata cento anni fa dall’Accademico perduto Livio Columbu.

Le tre scatole erano chiuse benissimo. I numerosi sigilli con impressa l’immagine della coccinella che ride, simbolo del 45° Archivista, erano intatti. Da escludere, quindi, ogni possibile manomissione.
La prima scatola conteneva un’incredibile ala d’insetto: lunga almeno trenta centimetri! La complessa venatura ne suggeriva l’appartenenza a una libellula, ma libellule così grandi sono estinte da 300 milioni di anni, e quella grossa ala trasparente non era un fossile.
La seconda scatola custodiva un meraviglioso papiro egizio. La mia elementare conoscenza del geroglifico non mi ha consentito di tradurlo a colpo d’occhio, ma ho riconosciuto il cartiglio reale di Thutmose III, faraone della XVIII dinastia vissuto 1400 anni a.C.. Lo stato di conservazione era perfetto, sembrava fatto cento anni fa.
Un falso?
La terza scatola aveva un contenuto dimesso ma sconvolgente: un ritaglio ingiallito di giornale; con un titolo, un contenuto e un autore dell’articolo non attribuibili al primo ‘900. Immediatamente, mi sono collegato via internet con l’archivio online del quotidiano L’UNIONE SARDA: l’articolo faceva parte di un servizio sull’epidemia di Lingua blu firmato da Giorgio Pisano, pubblicato il 20 Settembre del 2003.
 
Carlo M.G. Pettinau
(Archivista dell’Oblio)
 

COGLI L’ATTIMO

 

da Pacco, doppiopacco e contropaccotto (1993) di Nanny Loy

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