IMPARIAMO DAI BAMBINI A ESSERE GRANDI


Editoriale del 2 settembre 2020

150 anni fa, il 31 agosto 1870 nasceva Maria Montessori, intellettuale eclettica, scienziata, una delle prime donne a laurearsi in Medicina, docente all’università, filantropa e femminista, alla quale dobbiamo un metodo educativo, famoso in tutto il mondo, che viene adottato ancora oggi in numerosissime scuole materne, elementari, medie e superiori di diversi Paesi. Il suo proposito, semplice e rivoluzionario, era quello di colpire al cuore le durezze e le rigidità dell’indirizzo positivistico, allora prevalente in ambito universitario e scolastico, che impostava i programmi su regole rigide e insegnamenti “dall’alto”. La scuola allora era quell’esilio in cui l’adulto teneva il bambino fin quando diventasse capace di vivere nel mondo degli adulti senza dare troppo fastidio. Contro questo modo di intendere l’educazione affermò con decisione che essa comincia fin dalla nascita, in quanto la finalità alla quale ogni educatore, genitore, maestro o insegnante che sia, deve attenersi è quella di far emergere il potenziale di ciascun individuo, aiutandolo a esprimersi al meglio lungo tutto il suo percorso. Maria Montessori invitava dunque a mettere i bambini in condizione di fare da soli, ponendo in primo piano il gioco, non quello fine a se stesso, ma quello inteso come attività mirata alla crescita, che mette in condizione chi lo pratica di “divertirsi imparando da sé”. Per lei il più grande segno di successo per un insegnante è poter dire: “i bambini stanno lavorando come se io non esistessi”. La sua pedagogia è quella del processo di trasmissione non tanto del sapere, ma del fare, nel quale l’insegnante, più che un istruttore, è un osservatore e un organizzatore dell’ambiente scolastico. L’idea guida alla quale ha sempre improntato la sua attività, e che dovremmo tutti prendere sul serio, è che l’adulto deve farsi umile e imparare dal bambino a essere grande. Il senso complessivo della sua eredità etica e culturale è ben riassunto da questa sua frase, pronunciata al Primo Congresso Nazionale delle Donne italiane, tenutosi a Roma nella primavera del 1908: “Dicono i religiosi che Dio segna nell’eternità tutte le colpe grandi e piccole che noi dovremo pagare, e segna pure tutte le grandi e piccole virtù delle quali saremo compensati. Ebbene, eccola la vita eterna, il libro grande dove sono segnate tutte le opere nostre: la nostra posterità”.

Silvano Tagliagambe (Iconologo di Aristan)

 

150 anni fa, il 31 agosto 1870 nasceva Maria Montessori, intellettuale eclettica, scienziata, una delle prime donne a laurearsi in Medicina, docente all’università, filantropa e femminista, alla quale dobbiamo un metodo educativo, famoso in tutto il mondo, che viene adottato ancora oggi in numerosissime scuole materne, elementari, medie e superiori di diversi Paesi (da IMPARIAMO DAI BAMBINI A ESSERE GRANDI – Editoriale di Silvano Tagliagambe)

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