IMPERFEZIONE IMMORTALE


Editoriale del 11 gennaio 2015

Dovremmo iniziare l’anno con prendere delle strade sbagliate e perderci. Guardiamo le stelle per orientarci e non essendo più capaci di farlo certamente ci dimenticheremo dove siamo e dove stavamo andando. A questo punto parliamo con gli estranei che incontreremo, salutiamoli e auguriamo loro buongiorno o buonanotte a seconda dell’altezza del sole. Proviamo ad andare dove non dovremmo essere e modifichiamo le traiettorie della nostra vita e proseguiamo così, per settimane e mesi, senza mai dubitare di quello che abbiamo fatto. Non giratevi ancora, vi prego, non guardate il passato e non allungate il collo per capire che forma avrà il futuro. Solo quando il mondo intorno infurierà in maniera incomprensibile, prendendo forma di tempesta e le critiche si moltiplicheranno, solo quando la paura si diffonderà dentro di noi senza motivi apparenti, solo allora saremo certi d’essere vicino ad aver fatto delle scelte immortali. Di quelle che restano nel tempo, per sempre. Spesso quel tanto di Natura bestiale che è ancora in ognuno di noi genera invidia quando vediamo un nostro simile avvicinarsi all’immortalità e, in tutti i modi, cerchiamo di fermarne cammino. Ed è così che, purtroppo, il peccato originale e l’imperfezione di essere umani, troppo umani, si tramandano nelle generazioni. Non facciamolo anche con noi stessi, non sabotiamoci da soli, e andiamo avanti. C’è pure il ragionevole rischio di scoprire un Continente completamente nuovo: il nostro.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

Sulla mia strada (1999) dall’album Miss Mondo di Luciano Ligabue in un’esecuzione live del 2010

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