INCIPIT


Editoriale del 8 giugno 2105

Mi chiamo Vladimir Dimitri Puzrov e sto cadendo. Era alle corde, così ho scaricato una serie di colpi sul suo corpo chiuso a riccio. Ma è uscito da un gancio destro scagliando un diretto poderoso al mento. Un’esplosione di schegge affilate e luminose. Poi il buio. E ora sto cadendo, da qualche parte la coscienza desidera il duro destino del tappeto. Siamo amici di lunga data. Vengo da un minuscolo villaggio della provincia ungherese, vicino Szarvas se proprio ci tenete. Stiamo là da quattro secoli, io e la mia gente. Zingari, gitani, khorakhanè, rom se vi sentite educati. Io sono un pugile. Il più grande incassatore della storia, per la precisione. Da dieci anni giro l’Europa delle fiere mentre cresce l’odio, ancora una volta, in questo bislacco continente. Mi pagano il biglietto e io arrivo. Godo di una certa notorietà, sottobanco almeno. “Il conte Vlad” scrivono nelle locandine sotto la foto che mi ritrae come uno zingaraccio da manuale. Io lo trovo buffo. Vendo la mia carne, 69 chili di muscoli e organi e ossa pronti a farsi spappolare. I pugili in crisi di identità ritrovano l’orgoglio, le folle annoiate bevono un po’ di sangue, come in un rito ancestrale la pioggia sui campi. Viaggio. E ora cado. Oscuro come un livore custodito sento il piacere della folla, le urla e le catarsi silenziose. Ho vinto. Il segreto di questo mestiere è l’umiltà divina, l’abbandono. Dopo le visite di accertamento e la doccia mi inzupperò di whiskey fra le cosce calde di Helena, una monella lettone che aspetta in cima alle scale nel bordello della signora Angela, qui a Krefeld, vicino Dusserdolf. Poggerà il suo indice di bambina sulla geografia tumefatta dei tatuaggi dopo avermi spremuto un piacere effimero. Crollerò sfinito, circondato dalla psichedelia delle candele e dal fiato della sua gomma al lampone. Chiuderò gli occhi. Ma ora cado. In albergo leggerò come ogni notte due righe del buon Wittgenstein, senza esser troppo sicuro del loro significato. Poi sarà il buio, ancora. Denso, morbido e sensuale. Ancora, il meraviglioso buio.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

da Sherlock Holmes (2009) diretto da Guy Ritchie, interpretato da Robert Downey Jr

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