INEZIE


Editoriale del 2 luglio 2020

In un lungo articolo pubblicato lo scorso 27 giugno (“How the world missed COVID-19’s silent spread” di Matt Apuzzo et al.) il New York Times si chiede come mai la comunità scientifica mondiale, a partire dall’OMS, abbia negato o sottovalutato per mesi la trasmissione senza sintomi del nuovo coronavirus nonostante le macroscopiche evidenze (è provato che dal 30 al 60% dei contagi avvenga in questo modo). Non solo, fino a poche settimane fa quelli che osavano sostenerlo venivano sistematicamente zittiti o emarginati. Secondo il NYT le ragioni sono da attribuire a “ipotesi scientifiche errate, rivalità accademiche o forse, soprattutto, a una sorta di riluttanza ad accettare che contenere il virus avrebbe comportato misure molto più drastiche di quelle che già venivano messe in atto”. Inezie? Un’azione più aggressiva avrebbe permesso di risparmiare la vita di decine di migliaia di persone. Lo abbiamo visto anche a casa nostra: per gli esperti solo i malati potevano contagiare, non c’era nessun bisogno per le persone “sane” di usare la mascherina, nessun tampone veniva fatto in assenza di sintomi, nessun tracciamento dei contatti veniva caldeggiato. Meglio minimizzare, non drammatizzare, non vedere. Per mesi si è discusso del nulla, andando alla ricerca della mascherina perfetta e di fatto impedendo a milioni di persone di proteggersi. Ora, sempre in Italia, si riparte da zero, nonostante i 35.000 morti. Liberi tutti, la prevenzione fa più che altro affidamento sulla responsabilità individuale mentre il mondo accademico mostra la stessa presunzione e la stessa attitudine fratricida che aveva agli esordi di questa tragedia. Pensando agli sviluppi della pandemia, ognuno è dunque libero di credere allo scenario che preferisce: gli esperti ce ne prospettano decine, da una seconda ondata peggiore di quella della spagnola a quella che vede il virus già morto e sepolto. Andrà tutto bene.

 

Marco Schintu

(Igienista presso Ufficio pesi e misure Università di Aristan)

 

“La comunità scientifica mondiale ha negato o sottovalutato per mesi, nonostante le macroscopiche evidenze, la trasmissione senza sintomi del nuovo coronavirus, rendendo molto più difficile combatterlo” – da INEZIE – Editoriale di Marco Schintu

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