INNI ALLA GIOIA


Editoriale del 18 giugno 2014

Anche piccoli cambiamenti possono portare a conseguenze imprevedibili. Non saprei dire se si tratti di un fatto puramente casuale o se faccia parte di un piano molto più vasto e articolato, ma da qualche mese non è affatto inconsueto sentire per le vie del paese la melodia dell’Inno alla gioia di Beethoven eseguito da suonerie polifoniche midi da pochi byte. All’origine ci sarebbe una fornitura di citofoni cinesi a batteria, comodissimi, senza fili: un pulsante invia il segnale radio al ricevitore, in genere appeso all’ingresso dell’abitazione e attiva la suoneria. Le cose però si sono complicate a causa della imprevista diffusione di questa tecnologia. Molte abitazioni si sono dotate del citofono cinese, riconoscibile dal pulsantone di plastica bianco, generalmente attaccato alle cassette postali e data l’esigua distanza tra un apparecchio e l’altro, accade che il visitatore che suoni a uno di questi campanelli, faccia partire le suonerie di tutto il vicinato. Musica a destra e a manca in contemporanea, una sinfonia. Il risultato paradossale è che nessuno risponde, tutti pensano che L’Inno alla gioia stia suonando per i vicini.

Piergiorgio Mulas
(Direttore di Ar Psicosomatica)

COGLI L’ATTIMO

 

Per chi suona la campana (1942) diretto da Sam Wood. Con Ingrid Bergman e Gary Cooper

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