INVALIDI ALL'INVALSI, PROVATI DALLE PROVE


Editoriale del 11 aprile 2017

Quello che mi piace meno delle prove INVALSI è il nome. INVALSI fa un po’ schifo, però l’INfelicità del termine è un po’ poco per la levata di scudi di INsegnanti e SIndacati, già molto provati al solo ventilare un esame che ha il merito di fornire una prova di livello uguale per tutti, su scala nazionale. Che c’è di male nel sottoporre gli studenti a un elaborato che SI propone di sondare lo stato generale dell’istruzione italiana? Se il test risulterà troppo difficile lo faranno tutti male, se troppo facile lo faranno tutti bene, se equilibrato offrirà un’utile scala di merito, rispetto alla quale prenderemo le dovute misure. L’esagerata protesta sembra mossa solo dal rifiuto di essere VALutati, probabilmente più da parte degli INsegnanti che degli studenti. Sentite la motivazione del no: “L’elemento di concorrenza va a sostituirSI ad un sapere costruito tra colleghi, cooperativamente, nella collegialità, nello scambio e nel confronto”. A parte il lessico logoro e farlocco, viscido da allappare, peggio di INVALSI, ma che cosa vuol dire? Il sapere non SI costruisce, casomai SI comunica, e da soli IN classe. E poi, ammesso che lo sproloquio abbia un senso, dopo averlo costruito tra colleghi, cooperativamente eccetera, il sapere lo SI può comunque verificare sugli studenti con la prova INVALSI, che è l’acronimo di Istituto Nazionale per la VALutazione del SIstema educativo di istruzione e formazione. Se non può svolgere le prove per VALutare, tanto vale abolirlo. Al Quijote proponiamo invece di sottoporre alle prove i docenti: non essendo il loro sapere costruito tra colleghi, collegialmente e parappappero, anzi ogni INsegnante se lo è costruito singolarmente con percorsi diversi, almeno per loro sarà lecito effettuarle. Cominciamo coSI’ e poi vediamo i risultati. O almeno sentiamo le motivazioni del nuovo prevedibile (temo anzi ancor più veemente) rifiuto. Preparatevi a godervele ascoltandole seduti comodamente sul divano, con pop corn e Coca Cola: ci sarà da sbellicarSI. Che poi fa quasi rima con INVALSI.

Fabio Canessa
(preside del liceo olistico “Quijote”)

L’esagerata protesta sembra mossa solo dal rifiuto di essere VALutati, probabilmente più da parte degli INsegnanti che degli studenti. (da INVALIDI ALL’INVALSI, PROVATI DALLE PROVE, editoriale di Fabio Canessa)
Nessuno mi può giudicare cantata da Caterina Caselli al Festival di Sanremo del 1966

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA