INVASI ANCHE DALLE MEDUSE


Editoriale del 19 luglio 2018

Le meduse si moltiplicano in tutti i mari del mondo, a causa del riscaldamento globale e del loro eccessivo sfruttamento. Sembra però che lungo le coste italiane le meduse crescano non solo di numero, ma anche in dimensione e cattiveria, aggiungendo paura alla paura, terrore al terrore. A seguire l’evoluzione delle cronache, limitandoci agli ultimi cinque anni, le meduse nostrane all’inizio erano solo minacciose (ti guardavano storto). L’estate seguente erano diventate aggressive (ti venivano a cercare). Tre anni fa qualcuno ha sostenuto di averne incontrato alcune grandi quanto un essere umano e altrettanto pesanti, altri hanno sottolineato quanto dolore provocassero (il contatto con una medusa come esperienza mistica). La scorsa estate le meduse sono diventate assassine, seminando morte al loro passaggio in branco, come le orche di un tempo. Nessuno però, occorre dirlo, sembra essersi spaventato più di tanto. Forse per questo oggi, estate 2018, è cambiata la strategia comunicativa. Il termine più utilizzato per spargere il panico parlando di meduse è “invasione”: “E’ invasione di meduse nei nostri mari…negli ultimi 10 anni gli avvistamenti di questi organismi gelatinosi sono aumentati addirittura di 10 volte…” si legge sul Corriere.it (19 maggio 2018), ma sto citando a caso. Chiudete gli occhi e vi sembreranno frasi già sentite, anche se per un altro genere di organismi. Adeguandomi alla vulgata del pensiero filosofico governativo, io vi dico che da papà, ho paura a portare i miei figli a fare il bagno nel Mediterraneo.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Forse per questo oggi, estate 2018, è cambiata la strategia comunicativa. Il termine più utilizzato per spargere terrore parlando di meduse è “invasione (da INVASI ANCHE DALLE MEDUSE, editoriale di Marco Schintu)

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