IO E BABBO NATALE, DUE DEMENTI


Editoriale del 20 dicembre 2018

Cari lettori, il Natale è alle porte e l’Ufficio pesi e misure vi fa tanti auguri. È da ben sette anni che il Direttore, che poi sarei io, utilizza questo spazio per trattare argomenti di grande spessore, dalla forma delle nuvole a quella delle basette dei camerieri nei ristoranti stellati, passando per la commemorazione di Charles Aznavour. Ora però, il Direttore, invecchiando, ha paura di avviarsi verso la demenza, per quanto, nella percezione di molti suoi lettori, un po’ demente lo sia da sempre. Due eminenti medici del secolo scorso, George Pikering e il suo discepolo Geoffrey Rose, sostenevano che il più grande errore della medicina è quello di considerare sani e malati, salute e malattia, come entità distinte. La malattia è un continuum, e nella popolazione senile, ad esempio, la “normalità” si mescola impercettibilmente alla demenza. Bisogna solo stabilire in che misura lo si è, dementi. Babbo Natale, tu che sei vecchio e demente, mi potresti aiutare. Ti ho scritto una letterina. Tempus fugit. Mi piacerebbe, quanto prima, essere spedito su un altro pianeta, ad anni-luce di distanza dalla Terra. Il viaggio dura troppo e morirei prima di arrivare, non avrei perciò difficoltà a farmi ibernare. Ti supplico però, fai in modo che accanto a me, nella navicella spaziale, ci sia la persona che con cui ho sempre sognato di vivere: Pamela Anderson.

 

Marco Schintu

Ufficio pesi e misure di Aristan

 

Babbo Natale, ti supplico. Fai in modo che accanto a me, nella navicella spaziale, ci sia la persona che con cui ho sempre sognato di vivere: Pamela Anderson (da IO E BABBO NATALE, DUE DEMENTI – Editoriale di Marco Schintu)

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