IO C'E' IL FILM NO


Editoriale del 3 aprile 2018

Il cinema italiano è morto, sono passati ben più di tre giorni, ma non dà alcun segnale di risorgere. Sarà per questo motivo che ha deciso di festeggiare la Santa Pasqua di Resurrezione sfottendo la religione e i credenti. Siccome non siamo bacchettoni, anzi non capiamo perché si debba sempre infierire sui fanti quando è molto più divertente scherzare coi santi, l’idea non ci turba. Inoltre, lo spunto iniziale di “Io c’è”, scritto e diretto da Alessandro Aronadio, è promettente: un cialtrone inventa, al posto di Dio, il culto dell’Io e fa proseliti, in quest’epoca nella quale tutti vorremmo fare i nostri comodi, senza comandamenti né peccati. C’era materiale per bersagliare il narcisismo di una società egoista, per interrogarsi sulla umanissima contraddizione tra il bisogno e l’insofferenza di ogni regola oppure per scatenarsi in una farsa blasfema ma divertente sui meccanismi di funzionamento di ogni metafisica. Ci avvilisce invece lo squallore ottuso di una fiction tv artificiosa e sfilacciata, dalla messinscena dilettantesca: un soggetto banale che non sa che pesci prendere, ibrido di commedia brillante e apologo mesto, una sceneggiatura in calando per cui il film peggiora di minuto in minuto, gag poche, mosce e prevedibili, carenza di ritmo, nessun brio, assenza di pensiero, zero risate. Per affrontare un tema del genere ci volevano il genio corrosivo di Luis Bunuel (che diceva “Grazie a Dio sono ateo”), il grottesco visionario di Marco Ferreri o per lo meno i Monty Python irriverenti di “Brian di Nazareth”. invece ci ritroviamo tutta la superficialità e la presunzione dell’attuale produzione nostrana, l’angusta mediocrità incapace di pregare quanto di bestemmiare e due attori balordi come Edoardo Leo e Giuseppe Battiston, con una schiera di scipiti caratteristi. Io c’è, il cinema no.

Fabio Canessa
Preside del Liceo Olistico Quijote

Per affrontare un tema del genere ci volevano il genio corrosivo di Luis Bunuel (che diceva “Grazie a Dio sono ateo”), il grottesco visionario di Marco Ferreri o per lo meno i Monty Python irriverenti di “Brian di Nazareth”. (da IO C’E’ IL FILM NO, editoriale di Fabio Canessa)

da Brian di Nazareth (1979) diretto da Terry Jones e interpretato dai Monty Python

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