IO E VANNUZZO


Editoriale del 26 settembre 2016

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Fuor di romanzo da quattro soldi, é almeno bislacco che io e Vannuzzo andiamo a zonzo assieme per le strade del Libano. Studiavo lettere e andavo dietro alle gonnelle quando lo conobbi, caporale dell’esercito generoso  e dedicato a un principio di conservazione degli affetti, passati e futuri. Abbiamo fatto un pezzo di giovinezza assieme e poi fantasie e doveri ci hanno portati lontano. Merito suo se il filo non s’é spezzato, i demoni che trascinano gli scribacchini sono funesti e incendiano tutto sull’altare del racconto, fiamma e luce mantenute a scapito della ripetizione, della noia che insegna la dolcezza infinita degli esseri umani. Ci siamo incontrati in Afghanistan, c’era la neve, lui combatteva e io scrivevo di per la prima volta guerra. Oggi  c’è un ulivo che danza piano al vento nella base di Shama, Vannuzzo è sergente, uno strepitoso sergente, e la guerra che scrivo ha cambiato forma molte volte. Con la sua squadra mi porta a giro sui blindati fra i villaggetti del sud, cerchiamo di capire se l’odio fra due popoli possa sciogliersi oppure no e quanto tempo, quanto tempo sia necessario. Penso che anarchici e soldati potrebbero fare grandi cose assieme. Certo bisogna viaggiare e tornare molte volte per capirlo. Cosí é meglio che io e Vannuzzo guardiamo il mare e ci beviamo una cosa, senza raccontarci troppe stronzate. Anzi, in perfetto silenzio. 

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)


Fuor di romanzo da quattro soldi, é almeno bislacco che io e Vannuzzo andiamo a zonzo assieme per le strade del Libano
(da IO E VANNUZZO editoriale di Luca Foschi)
A zonzo ((1942 di Filippini – Morbelli) da I diavoli volanti con Stan Laurel e Oliver Hardy

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