IO E I VISONI


Editoriale del 3 dicembre 2020

Sembra che molti bambini, almeno tra quelli che vivono in città, non abbiano mai visto una gallina o una mucca e credono che le uova e il latte vengano prodotti nel retro del supermercato. A pensarci bene anch’io a quell’età, prima di capire che i visoni erano animali e non pellicce ci ho impiegato un po’. “Pacchiane!”, diceva ogni volta mia madre sfogliando i settimanali degli anni ’60 e osservando le pellicce da sogno che attrici e regine indossavano, ma forse lo diceva solo perché non poteva permettersele. “Qui d’inverno si suda!”, aggiungeva interessato mio padre. D’altra parte, chi l’ha mai visto, un visone? Negli anni ho incrociato tutto ciò che poteva somigliargli, dai procioni ai capibara, ma di visoni neanche l’ombra. Il visone, ne ho dedotto, è un’entità astratta. Certo è paradossale: quelli selvatici sono quasi estinti, negli allevamenti invece se ne contano centinaia di milioni. Gli allevamenti di visoni sono da sempre il bersaglio preferito del movimento “no fur”. L’industria della pelliccia però dei “no fur” se ne infischia. In qualche nazione ha chiuso i battenti ma nelle altre è più fiorente che mai. Se anche i visoni scappassero dalla loro prigione morirebbero, talmente sono malati, deboli e abituati a vivere in cattività. La pandemia di COVID ha riportato a galla tutto questo. Si è appena scoperto che molti visoni sono infetti e in grado di trasmettere una pericolosa variante del virus SARS-COV2. E allora che vengano sterminati tutti e subito. In Danimarca, dove ci sono più visoni che abitanti, ne sono stati uccisi nelle scorse settimane 17 milioni, talmente in fretta che sono stati interrati senza nemmeno scavare troppo. Ora i loro “corpi”, così riportano molti giornali, stanno riemergendo in superficie come gli zombie. Cari visoni, non finirete mai di stupirmi. E io che pensavo che il termine “corpo”, parlando di morti, fosse riservato a noi umani! Ma voi avete un’altra dignità rispetto alle puzzole, ci avete regalato pellicce da sogno, belle, care e talvolta un po’ pacchiane.

Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

“«Pacchiane!», diceva ogni volta mia madre sfogliando i settimanali degli anni ’60 e vedendo attrici e regine indossare pellicce da sogno, ma forse lo diceva solo perché non poteva permettersele.”
 Da IO E I VISONI – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

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