JENE E STONTONATI


Editoriale del 9 novembre 2018

C’è stato un servizio delle Jene dove, a varie riprese, venivano intervistati dei ragazzi in una discoteca affollata. Gli facevano dei semplici quiz matematici, e quelli brancolavano simpaticamente nel buio, in una nebbia mentale progressiva, più pensavano e meno capivano, storditi dall’alcol e da qualche additivo dell’umore che costa quanto una droga.
Godendomi la fantasia delle loro risposte, eppure la matematica ne concede ben poca, un pensiero mi si è generato spontaneo, una curiosità che si porta appresso una preoccupazione. Vorrei sapere che lavori fanno questi giovani, se il giorno dopo hanno qualche mansione da espletare, un compito di responsabilità da portare avanti, grande o piccolo che sia, come spostare un lampadario fragile o indovinare la tazza del water con precisione.
Mi piacerebbe sapere anche come questi personaggi, ripeto simpatici, in apparenza incapaci di fare del male, se non a loro stessi, concorrano a quella che viene chiamata volontà popolare, in caso di elezioni. La stessa che ti consacra a governare con la metà più uno, che magari corrisponde proprio a uno di loro. Potrebbero essere anche di quelli che non vanno mai a votare, perché gli orari sono proibitivi, perché il fine settimana hanno impegni ballerini molto stabili, almeno la prima mezzora. Mi consolo pensando che non siano molti, ma purtroppo sempre troppi.
Spero che abbiano selezionato gli intervistati più approssimativi. Qualche pregio però ce l’hanno: non danno l’idea di essere presuntuosi, snob, alteri, ipocriti, farisei, che non so a cosa corrisponda, ma fa sempre il suo effetto. Sono semplicemente vistosi, lampanti, genuini. Molto peggio certi che non si impasticcano, che magari si fermano al primo bicchiere; quelli di rigidi principi da applicare agli altri; quelli che odorano ambiguamente di incenso; quegli altri che sanno fare il conto esatto di quanto gli spetta di pensione dopo una sola legislatura, non sanno cos’è la striscia di Gaza e conoscono le nipoti di Mubarak. E Giovanardi? Bene, grazie, e lei?

Editoriale di Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

Mi piacerebbe sapere anche come questi personaggi, ripeto simpatici, in apparenza incapaci di fare del male, se non a loro stessi, concorrano a quella che viene chiamata volontà popolare, in caso di elezioni. La stessa che ti consacra a governare con la metà più uno, che magari corrisponde proprio a uno di loro. (da JENE E STONTONATI – Editoriale di Nino Nonnis)

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