LA BELLEZZA E IL TEMPO: STORIA DI UNA DINASTIA


Editoriale del 30 settembre 2020

Coniugare economia e bellezza, e farlo in modo duraturo, traendo profitto dalla realizzazione di progetti di altissima qualità estetica, è un’impresa al limite del temerario, riuscita a pochissimi. Tra questi una dinastia italiana, di cui nei giorni scorsi si è celebrato il duecentesimo anniversario di attività imprenditoriale. Sono gli Sgaravatti, famiglia di origine veneta, il cui capostipite Benedetto capì che la terra non offre solo cibo, ma anche bellezza, e si trasformò da contadino in giardiniere. Da quel momento in poi il loro nome è diventato simbolo della capacità di modellare le forme del paesaggio attraverso la sapienza florivivaistica, la conoscenza profonda delle piante e dei fiori e la loro cultura in vivaio. Per realizzare una filosofia del giardino pensata e progettata come filosofia della natura, come modello e ambiente di vita, come luogo dell’inseparabilità di vita e contemplazione, dove il vissuto non si limita a scorrere e a divenire, ma diventa meditazione e immaginazione. La Sardegna, scoperta all’inizio degli anni ’70 da Leone, l’ultimo erede di questa dinastia, che poi vi si trasferì con la moglie Rosi, facendone il centro operativo delle sue attività, divenne la terra ideale per l’attuazione concreta di questa filosofia: Porto Cervo, Porto Rotondo, Santa Margherita di Pula e poi il progetto della Costa Smeralda, dove, grazie alla collaborazione con il grande architetto Michele Busi Vici, si aggiunse alle notevoli competenze scientifiche, tecniche e artistiche già acquisite, una componente decisiva: l’idea dell’architettura degli odori, costruita sul profumo di rosmarino, unito a quelli di oleandri e lentischi, cisti e corbezzoli, di cui l’Isola è ricchissima e che ne connotano in maniera impareggiabile il paesaggio. Così alla vista, che aveva l’opportunità di godere degli squarci di ineguagliabile splendore offerti dalla Gallura, si univano le note olfattive, che sono pervasive e immediate, e diventano una componente estetica capace di arricchire ulteriormente la triade sentimento-pensiero-vita, che da quel momento in poi è diventato il marchio di fabbrica del Gruppo Sgaravatti, che ne ha fatto con efficacia il proprio strumento di penetrazione e affermazione nel mondo, in Ucraina e poi in Azerbaijan e successivamente in Qatar e nei Paesi arabi in genere. Tutto questo è raccontato con passione e maestria nel libro di Santi Romano e Rosi Sgaravatti ‘La bellezza e il tempo: Sgaravatti 1820-2020. Duecento anni di florivivaismo italiano’, presentato il 18 settembre scorso nella splendida sede del Gruppo a Capoterra.
Silvano Tagliagambe (Iconologo di Aristan)

“Una filosofia del giardino pensata e progettata come filosofia della natura, come modello e ambiente di vita, come luogo dell’inseparabilità di vita e contemplazione, dove il vissuto non si limita a scorrere e a divenire, ma diventa meditazione e immaginazione.”
Da LA BELLEZZA E IL TEMPO: STORIA DI UNA DINASTIA – – Editoriale di Silvano Tagliagambe (Iconologo di Aristan)

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