LA CROCEFISSIONE DEL CREATORE E DEL CREATO


Editoriale del 24 gennaio 2014

Le opere d’arte, come i sogni, hanno una straordinaria capacità di esprimere un’enorme quantità di contenuti di pensiero in un volume ridotto, si tratti di una pagina scritta, di una tela dipinta, di una scultura, di una fotografia, della sequenza di un film. Questa virtù, che si chiama condensazione ed è stata esplorata con grande acume da Freud nella sua interpretazione dei sogni, splende al massimo grado nella fotografia di Uliano Lucas che Giovanni Columbu ha scelto per presentare il suo film Su Re. Questa pellicola è di per sé di una sconvolgente forza espressiva: Lucas ne ha colto il messaggio in uno scatto memorabile che riesce a dirci tutto. Guardiamolo insieme: Gesù crocifisso ripreso di lato e di scorcio, anziché frontalmente, in modo da far sembrare la croce un unico palo: accanto a lui, quasi in primo piano, un uomo su un asinello, risucchiati nella scena madre; a completare la rappresentazione una natura brulla e triste, che non è semplice sfondo, ma partecipa in modo attivo al dramma che si sta consumando. Il risultato è tale da provocare una reazione emotiva di un’intensità unica: a essere crocifisso non è solo Gesù, ma con lui l’uomo, l’animale, la montagna, la valle che s’intravede in lontananza, insomma l’intero creato, un’umanità e un ambiente accomunati dal medesimo destino con il figlio del loro creatore e creatore egli stesso, l’intero universo ferito e ucciso dalla violenza di chi è incapace di comprendere un messaggio di fratellanza e di amore.

Silvano Tagliagambe
(Epistemeudomonologo di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Su Re (2012) di Giovanni Columbu con Fiorenzo Mattu, Pietrina Menneas, Tonino Murgia, Paolo Pillonca

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