LA FINE DEL MONDO


Editoriale del 1° novembre 2020

Sono un’adolescente, ospite presso amici di famiglia, in una nuova casa al primo piano di un palazzo costruito su un fiume, o sul mare. Piove. Cammino per la strada, ascolto un coro di bambini stonati e capricciosi, c’è una specie di fiera in un grande prato e persone che distribuiscono regali. L’acqua invade tutto ma fanno finta di niente. Sono inquieta. Di nuovo nella stessa casa che ora dondola e va su e giù come una barca in mare. Guardo dalla finestra, la faccia all’altezza del fiume, e vedo un’onda di proporzioni incredibili venirmi incontro. Ho paura, cerco aiuto, grido, ma anche la famiglia che mi ospita resta indifferente. Stanno morendo tutti e non lo sanno. Ma io no. Nel sogno, approfittando di un momento favorevole, ho scavalcato la finestra e mi sono buttata in mare, ho afferrato la cima di una barca a vela e con qualche sforzo sono salita a bordo. Niente mal di mare. Ho veleggiato verso nord, proprio così, l’ho detto a voce alta, con il tono e l’aria di chi sa. Mi sono svegliata con la certezza che, in caso di fine del mondo, saprò certamente cosa fare e mi salverò da sola.
Giovanna Ferraro (Assistente di volo di Aristan)

“Mi sono svegliata con la certezza che, in caso di fine del mondo, saprò certamente cosa fare.”
Da LA FINE DEL MONDO – Editoriale di Giovanna Ferraro (Assistente di volo di Aristan)

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