LA FINE DEL MONDO SI RIAVVICINA


Editoriale del 13 settembre 2018

A vederlo nelle foto sembra un normalissimo vitello, e invece quello nato a fine agosto in Israele è il “vitello rosso”. E allora, direte voi? E allora, secondo le scritture, è il segno che la fine del mondo si avvicina. Mi ero già preparato a morire il 21 dicembre 2012, quando, secondo la profezia Maya, un asteroide avrebbe dovuto spazzare via la Terra, e invece non se ne fece niente. Questa volta però, anche se non è stato indicato il giorno preciso, l’allarme sembra più serio. Non ho paura né sono preoccupato, non me ne andrò da solo, perché quello sarà il giorno dell’Apocalisse e moriremmo tutti. E buonanotte al secchio, proprio ora che avevo finito di pagare il mutuo. Quel giorno, a interpretare un po’ a spanne le scritture, i poli si capovolgeranno, la velocità di rotazione della Terra aumenterà all’impazzata e nella crosta si apriranno faglie e spaccature da cui uscirà, come marmellata bollente, un’enorme massa fluida. Inutile pensare di resistere. Se poi non dovesse succedere nulla sarò il primo a mettere su Facebook le mie foto dopo lo scampato pericolo. O forse lascerò quelle che già ci sono.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Quel giorno, a interpretare le scritture, i poli si capovolgeranno, la velocità di rotazione della Terra aumenterà all’impazzata e nella crosta si apriranno faglie e spaccature da cui uscirà, come marmellata bollente, un’enorme massa fluida… (da LA FINE DEL MONDO SI RIAVVICINA, editoriale di Marco Schintu)

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