LA FINE DELLE STORIE


Editoriale del 17 maggio 2016

Ci sono dei lettori dei nostri editoriali che si appassionano alle storie che raccontiamo e ci chiedono il finale. A loro dobbiamo rivelare che, seguendo la nostra proposta, Guido Dal Porto, l’imprenditore di Camaiore al quale l’ospedale di Lucca ha asportato il rene sano lasciandogli quello col cancro, ha inoltrato la domanda di grazia al Presidente della Repubblica, che lo liberi dagli arresti domiciliari dovuti a una bancarotta fraudolenta. Ci sono poi dei lettori talmente appassionati che indagano da soli e ci illuminano sul seguito degli eventi. E’ il caso dell’amico Federico Orsini, il quale ci segue da Porto Alegre e ha approfondito l’incredibile storia di Ademir Goncalves, l’unico uomo al mondo ad aver assistito al proprio funerale. Forte di una fonte come la rete brasiliana Globo News, Federico ci ha scritto, confermando la dimensione surreale della realtà, per informarci sul danno economico subito dall’impresa funebre, che non ha ricevuto il compenso né dalla famiglia del falso morto né da quella del vero morto, che sarebbe il figlio scomparso di una coppia che vive in una cittadina fuori dallo Stato. Ma anche Ademir ha subito un danno economico, perché il proprietario dell’immobile dove abitava aveva già provveduto a bruciargli il letto e i vestiti. Sempre secondo la cronaca, il falso morto sarebbe stato avvisato da un amico di quello che stava succedendo e sarebbe corso spaventato al cimitero (e non nella chiesa, come hanno riportato i giornali italiani) della sua città per fermare il funerale. Non si capisce bene se, quando lo hanno avvisato, il nostro beneamato muratore si trovasse ancora nei dintorni del luogo dei bagordi (un bar lungo l’autostrada BR -153, nello stato del Paraná, il più a nord della regione Sud del Brasile) o fosse già tornato in paese (Santo Antônio de Platina). Altro dettaglio buffo: il qui pro quo è successo nel giorno dei morti, il 2 novembre. Per non parlare dei particolari del riconoscimento: la nipote e due zii dubitavano che il corpo carbonizzato fosse quello di Ademir, ma una zia e quattro amici del falso morto erano convinti che fosse lui, a causa, sembra, dei vestiti. Pare che solo la madre di Ademir avesse i dubbi maggiori, tanto che, durante il funerale, non riusciva a credere che il corpo nella bara fosse quello di suo figlio. Per fortuna il redivivo Ademir è arrivato in tempo a risolvere i suoi dubbi. Non c’è film così ricco di inventiva, di umori e di colpi di scena che possa uguagliare il reality show della vita vera.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan


Non c’è film così ricco di inventiva, di umori e di colpi di scena che possa uguagliare il reality show della vita vera.
(da LA FINE DELLE STORIE editoriale di Fabio Canessa)
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