LA GUIDA PICHELIN


Editoriale del 7 ottobre 2015

Conosco le toilette di mezzo mondo. Si dice – Scusi, la toilette?- mi insegnò mia madre, in francese è più fine. Fin da piccola, nella mia città o durante i viaggi, oltre a visitare musei, centri storici, ristoranti, centri commerciali, chiese, sì perfino in chiesa, io visito toilette. Volendo, avrei abbastanza competenze per scrivere una Guida Pichelin , voce del verbo pichar, in francese s’intende. Inutile dire che se sento la necessità, basta, non capisco più niente, mi concentro su quello, potrei essere nella Cappella Sistina e non notarla. Ma anche se non sento necessità vado lo stesso, così mi porto avanti. Affronto file lunghissime con la stessa forza d’animo di un pellegrino a Compostela, durante le quali scatta una solidarietà di genere, a volte si leva una voce, come quando sei in un negozio e arriva il carro attrezzi – Non c’è carta!- e giù tutte a prestarsi i fazzolettini.
È bello.
Una volta raggiunta la meta, anni di esperienza hanno sviluppato una fine abilità: riuscire a non toccare niente. Ti muovi lentamente, la borsa appesa al collo, i piedi ben distanziati. Il massimo è quando il wc è dotato di sensori per lo sciacquone automatico e sul più bello che sei lì in posizione contact-less, rilevano la tua eccentricità, senti uno spostamento d’aria, una ventata fredda, un risucchio e poi un boato. Questo mentre di fronte a te un cartello minaccioso ti sfida a non buttare niente nel wc. Niente, capito? Troppo tardi. Sarà stato il vento, sarà stata l’abitudine, ma la carta è già finita dentro. Presa dal panico provo a risvegliare il sensore, muovo le braccia come un polpo. Nulla. Esco con la sensazione di essere una sconsiderata incosciente. Quando torno al tavolo i miei gentili commensali sono già arrivati al caffè. Sento la bambina annunciare – Mamma, devo fare la pipì!- E lì parte l’operazione “fodere e rivestimenti”. Ma per questo, compratevi la Guida.

Genny Pignataro Atzeni
(Rabdomante ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Trainspotting (1996) diretto da Danny Boyle, tratto dal romanzo omonimo di Irvine Welsh del 1993. Con Ewan McGregor

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