LA LUNGA NOTTE DEL COVID-19


Editoriale del 23 luglio 2020

Se mai dovesse arrivare una seconda ondata di COVID-19 (speriamo che qualcuno ci avvisi) ci coglierà nel cuore della notte, immersi nel buio in cui brancola la scienza. Non passa giorno senza che vengano annunciati progressi nella ricerca di un vaccino o di una cura, ma per fiaccare i facili entusiasmi si precisa subito dopo che ci vorranno anni prima che se ne venga a capo. Nell’attesa emergono segnali di impotenza e disperazione, la nottata è lunga da passare. Gli incubi mi riportano al 1960, quando spuntavano come funghi miracolose cure. Si poteva ad esempio guarire dal cancro in quindici giorni semplicemente bevendo un cucchiaio di petrolio al mattino e uno alla sera, pratica estremamente diffusa in Jugoslavia. Chissà che non funzioni anche col COVID-19, magari facendo dei gargarismi. L’ultima frontiera della paura si chiama però encefalite letargica. A seguito della proliferazione di disturbi neurologici associati al nuovo coronavirus, qualcuno si è ricordato che alla pandemia di influenza spagnola, tra il 1917 e il 1927, si accavallò quella di una “nuova” malattia di origine virale le cui cause peraltro non sono ancora chiare. Si stima che in quegli anni abbia ucciso qualche milione di persone e ne abbia ridotto decine di migliaia in uno stato di estremo torpore, una sonnolenza irresistibile che poteva durare anni. Fu chiamata encefalite letargica. Molti non si svegliarono più, altri contrassero più gravi problemi neurologici. Oliver Sacks in “Risvegli” e poi Penny Marshall (1990) in un film basato su quella stessa opera raccontarono le storie di alcuni di loro. Capite bene che l’equazione è presto fatta: succederà lo stesso con il COVID-19? Per il momento soffro di insonnia, ma vai a sapere cosa mi capiterà domani.

Marco Schintu (Igienista presso Ufficio pesi e misure di Aristan)

“L’ultima frontiera della paura si chiama encefalite letargica. Capite bene che l’equazione è presto fatta: succederà lo stesso con il COVID-19? Per il momento soffro di insonnia, ma vai a vedere cosa mi potrà mai capitare domani”.

Da LA LUNGA NOTTE DEL COVID-19 – Editoriale di Marco Schintu (Igienista presso Ufficio pesi e misure di Aristan)

 

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