LA MONARCHIA DEI PARTITI


Editoriale del 22 ottobre 2012

Sono tornati: l’Italia ha nuovi re. Non hanno un nome, semmai molti, perfino troppi, tutti appassionatamente uniti in un insolente e impunito magna magna. Con questo sistema, strisciante e silenzioso, la neo-monarchia è riuscita a conquistare il potere senza pagare dazio. Nel senso che è padrona assoluta d’Italia (padrona, non ladrona e men che meno patrona). Mimetizzata fino a ieri da democrazia parlamentare, ha tradito la sua vera anima con un’indiscrezione rivelatrice: alla regione Lazio, saccheggiata come non riuscirono i Vandali a Roma, il salto da uno a 14 milioni di euro per il finanziamento dei gruppi (delibera dell’8 novembre 2011) porta la firma del Pd e dell’Idv, oltreché del Pdl ovviamente. Tutti d’accordo, insomma. Per volontà di Dio e di Ali Babà.

Giorgio Pisano

COGLI L’ATTIMO

 

Attila flagello di Dio (1982) regia di Castellano e Pipolo con Diego Abatantuono

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