LA PALLA È ROTONDA


Editoriale del 12 ottobre 2021

Pensare al calcio come metafora della vita serve a poco. Puro esercizio retorico risultano i pensosi commenti dei giornalisti sportivi che elucubrano da saggi. A partire dal più trito e banale dei luoghi comuni: quello che afferma che la palla è rotonda, rispecchiando pigramente la concezione fatalista di un gioco il cui esito sarebbe interamente affidato al capriccio del caso. La forma del pallone, rotonda come quella del pianeta Terra, sarebbe emblematica dell’inarrestabile rotolare del motore degli eventi in una direzione imprevedibile. La tautologia dell’affermazione, già balorda in senso letterale (affermare che la palla è rotonda è come dire che il mare è bagnato), non fa fare nessun passo avanti neppure in quello traslato, se non come mediocre balsamo consolatorio che, nel caso in cui la nostra squadra del cuore subisca un’immeritata sconfitta, ci ricorda che la sorte è più forte del merito. Penso a Luciano Bianciardi, così anarchico che negli anni Sessanta si dichiarò per l’abolizione del fuorigioco, nonostante l’arbitro Campanati gli avesse spiegato che, senza fuorigioco, sarebbe impossibile giocare perché l’area del portiere si troverebbe continuamente occupata da cinque o sei giocatori. Triste verità, commentava Bianciardi, perché dimostra come “a questo mondo non si possa far nulla senza leggi restrittive della libertà e dell’estro.” Per non parlare della fenomenologia del tifo, una parola che indica insieme una grave malattia infettiva e il fanatismo sportivo: che cosa spinge ognuno di noi a parteggiare visceralmente per l’una o l’altra squadra? Perché almanaccare di nuovo sul bisogno tribale del gruppo, scomodando categorie antropologiche o dietrologie psicologiche, quando basterebbe la sublime risposta filosofica che un pastore sardo, incollato alla radiolina che trasmetteva la partita del Cagliari mentre badava le pecore sul pascolo, dette al disincantato Giuseppe Fiori che gli chiese che cosa ci guadagnasse lui con la vittoria del Cagliari: “E se il Cagliari perde, io che ci guadagno?”

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

“La forma del pallone, rotonda come quella del pianeta Terra, sarebbe emblematica dell’inarrestabile rotolare del motore degli eventi in una direzione imprevedibile.”
Da LA PALLA È ROTONDA – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

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