LA RANA E L’ARTE DELL’AIKIDO


Editoriale dell'8 agosto 2018

Passeggiando nella fredda Terra di mezzo, tra Canada e Stati Uniti, dove il bianco del cielo, in un continuum senza orizzonte, si fonde con la neve, incontro una piccola rana completamente ghiacciata. E’ una Rana sylvatica e a differenza della maggior parte degli anfibi di queste aree fredde, in attesa della primavera, non si scava una tana nel terreno e neppure si rifugia sul fondo degli stagni dove l’acqua, coperta dal ghiaccio superficiale, non gela mai. La mia coraggiosa rana preferisce rimanere nascosta tra le foglie cadute al suolo e quando arriva l’inverno e la temperatura scende in picchiata, per sopravvivere lascia che il freddo entri in lei e la congeli. I cristalli di ghiaccio si formano velocemente nel suo corpo, la respirazione cessa, i muscoli si bloccano e così anche la circolazione del sangue, gli occhi appaiono bianchi in seguito al congelamento dei cristallini e il 65% dei liquidi corporei si congela. Ammirata da questa sua ostinata arrendevolezza, ripenso ad un dialogo di tanti anni fa. “Non devi pensare di sconfiggere il tuo avversario” mi spiegava pazientemente un maestro di Aikido “Se intraprendi uno scontro, forza contro forza, lo perderai sempre, anche quando ne uscirai vincitrice. Ricordati che non esiste un nemico da dominare, ma solo un compagno da controllare. Non devi opporti al suo attacco, ma devi far sì che ti scivoli addosso; solo così la sua forza diventerà tua”. Riprendo a camminare, lasciando nascosta tra le foglie la mia saggia rana che per superare l’inverno, non cerca di contrastare il ghiaccio. Lei diventa il ghiaccio.
Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

“Non devi pensare di sconfiggere il tuo avversario” mi spiegava pazientemente un maestro di Aikido “Se intraprendi uno scontro, forza contro forza, lo perderai sempre, anche quando ne uscirai vincitrice.”
Da LA RANA E L’ARTE DELL’AIKIDO editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

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