LA REPUBBLICA DEL FRAINTENDIMENTO


Editoriale del 9 dicembre 2018

Il mondo procede soltanto per mezzo del malinteso, scriveva Baudelaire. «Per mezzo del malinteso universale tutti si mettono d’accordo. Se ci si comprendesse, non si potrebbe mai essere d’accordo». L’Italia è una Repubblica fondata saldamente sul fraintendimento. Così succede che la stampa rilanci con grande enfasi il divieto in un asilo di Codroipo di utilizzare giochi dal richiamo etnico (qualunque cosa questo significhi). Niente bambolotti neri, tanto per cominciare. Succede poi che la notizia si riveli una sparata scomposta e si ritorca come un boomerang sui media progressisti (si fa per dire) che l’hanno diffusa. Si trattava solo di alcune modifiche piuttosto vaghe su un regolamento mai approvato, neanche un accenno a Cicciobello. Apriti cielo: la sinistra, in malafede, cerca di attribuire al governo istanze razziste che marginalizzano gli stranieri. I giornali cadono uno dopo l’altro e smentiscono mesti i giornalisti. Un po’ per la figura di merda, un po’ perché ingannati da una notizia verosimile. Mentre sempre più migranti vengono spinti a vivere per la strada, mentre il risentimento si fa carne e fibra nel corpo dei cittadini forcaioli, il malinteso impazza. I bambolotti finto africani non sono proibiti, quindi va tutto bene. Così diventa difficile anche dire che quello dell’immigrazione da qualche anno è diventato uno dei tre nuovi mercati di investimento della mafia (con il traffico di medicinali contraffatti e le scommesse on line). Non si può dire senza essere fraintesi, senza prestare il fianco ai rigurgiti neofascisti sulle ONG. Della complessità non c’è traccia. Forse aveva ragione Popper: “è impossibile parlare in modo da non essere frainteso”. Forse bisogna imporsi di procedere per piccole frasi, senza subordinate, niente distinguo, al bando le digressioni. In Italia sempre più immigrati sono costretti a vivere senza alcun riconoscimento dei diritti fondamentali della persona. La Lega ne fa un vanto. Le tradizioni in Italia sono importanti. Fin dagli anni Novanta è tradizione per la Lega criminalizzare i “clandestini” e intanto firmare le sanatorie. É tradizione tenere gli immigrati appesi a un filo, in uno stato di eccezione permanente, ma senza renderli invisibili. Al contrario, massima visibilità. La gente così avrà il diritto di avere paura. Fino ad allora si potrà essere tutti d’accordo pur non capendosi. Io e i ragazzotti di Casa Pound, tutti contro la mafia. L’ultimo mattone nella costruzione di uno stato di paura fondato sul malinteso.

 

Eva Garau (Precaria di Aristan)

L’Italia è una Repubblica fondata saldamente sul fraintendimento (da LA REPUBBLICA DEL FRAINTENDIMENTO – Editoriale di Eva Garau)

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