LA SANZIONE MORALE


Editoriale del 14 agosto 2020

Fossi stato un parlamentare, rischio che non mi ha mai tentato, le 600 euro non le avrei chieste, per risparmiarmi anche la mattana di fare le pratiche per la richiesta, non avendo un commercialista. Siamo venuti a sapere che qualcuno dei nostri parlamentari lo ha fatto e mi chiedo perché non si siano fatti subito avanti e mostrare coraggio pari alla spudoratezza. I loro partiti dovrebbero espellerli per indegnità, segnalarli per primi, altro che privacy, perché chi è capace di tali gesti è pronto e predisposto per gesta più riprovevoli, e chi non condanna è complice.

Si scatenano invece le varie sottigliezze, non si ammette, in attesa che lo scandalo evapori, ma qui non si tratta di innocenti in attesa del terzo grado di giudizio. Si lascia che il tempo smorzi la portata dello scandalo, qualunque esso sia. In qualche caso l’elettore apprezza di votare per uno malleabile, pronto a derogare, critico con gli altri, distratto con se stesso.

Si invoca anche il fatto che la legge non prevedeva limitazioni, il che non è vero. È un caso che si risolverebbe con la sanzione morale, che però ha bisogno della partecipazione di tutti. Il fatto è che sta scomparendo anche questa, travestita da abitudine e fatalismo.

Provate a fare in contromano una via in Germania, per sbaglio ovviamente, vi avvertirebbero tutti sino ad assalirvi e farvi desistere. Provate a farlo in Italia, scoprirete che è a vostro rischio, se non siete cintura nera quarto dan.

Un tempo nel mio piccolo paese la sanzione morale esisteva e tutti la temevano. Se una non puliva il proprio tratto di strada, di carrela, veniva rimproverata e il rimprovero non rimaneva isolato e trascurato. Un po’ come il tabù nelle tribù antiche. Chi trasgrediva a una regola diventava per tutti tabù, nessuno lo calcolava, smetteva di esistere. 

Arrivava la morte sociale, essere morti da vivi, che non ammetteva perdono, per cui si stava molto attenti a rispettare le regole comuni. Ma siamo in tempi in cui il bene comune è un’astrazione, divisa in tanti capitoli particolari, che distanziano più che unire.

E allora? che fare? disse quello. Recuperare il nostro senso morale, il senso della comunità, il rispetto della natura, che è di tutti anche se il mare c’è chi se lo gode in canotto non potendo disporre di un panfilo e viceversa. 

L’uomo non è né buono né cattivo e non lo era neanche prima. Il nostro senso morale però, muta nel tempo, si indebolisce, funziona come un interruttore. Risvegliamolo senza false indulgenze e indifferenza.

 

Nino Nonnis (Sa Cavana [la roncola] di Aristan

 

L’uomo non è né buono né cattivo e non lo era neanche prima. Il nostro senso morale però, muta nel tempo, si indebolisce, funziona come un interruttore. Risvegliamolo senza false indulgenze e indifferenza.(da LA SANZIONE MORALE – Editoriale di Nino Nonnis)

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