LA SIMMETRIA DEL SILENZIO


Editoriale del 28 febbraio 2014

Il concetto di mimesi rimanda all’attività dell’artista come rappresentazione visiva della realtà. C’è però un altro significato del termine che si riferisce ai processi nei quali la coscienza cede il passo a uno strato più profondo, in cui l’uomo si manifesta nella sua totalità, come simbiosi di mente e corpo, e che indica l’espressione dei sentimenti attraverso il movimento e suono, come nella danza.
I due significati sembrano inconciliabili: ma l’arte frantuma ogni barriera ed ecco Il grido di Munch, che rompe in modo traumatico la simmetria del silenzio e della tela bianca e fa uscire da quest’ultima, attraverso l’ovale della bocca che le emette, onde sonore così squassanti da mettere in movimento tutto il quadro, agitando sia l’intero corpo dell’uomo, sia l’innaturale paesaggio, desolato e poco accogliente, sia il cielo, striato d’un rosso drammatico. La magia dell’opera sta proprio nella sua capacità di ripristinare, in modo visivo, i diritti dell’ascolto e di farci sentire, attraverso questa integrazione della vista e dell’udito, l’angoscia che pervade l’umanità e coinvolge la natura.

Silvano Tagliagambe
(Iconologo di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

The scream corto d’animazione di Sebastian Cosor ispirato a L’urlo di E. Munch

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