LA STUPIDITA’ ARTIFICIALE


Editoriale del 1 novembre 2018

L’Intelligenza Artificiale (IA) ha appena creato il suo primo dipinto (“Ritratto di Edmond de Bellamy”, mostrato nell’immagine), venduto dalla casa d’aste Christie a New York il 25 ottobre 2018 per 450.000 euro. Più che un capolavoro l’opera sembra il restauro mal riuscito di un modesto quadro spagnolo di qualche secolo fa. Buone notizie per chi da sempre ha paura che l’Intelligenza Artificiale prenda il sopravvento su quella umana. L’opera è la dimostrazione che si può chiedere al cervello della macchina di essere mediocre -nel senso che per imparare a dipingere ha fatto un gran minestrone del lavoro di maestri e imbrattatele- e non solo programmarlo perché batta a scacchi Dio oppure, la cosa che spaventa di più, perché crei una macchina ancora più intelligente, e così all’infinito. L’impressione è che finalmente la Stupidità Artificiale, risposta ironica all’Intelligenza Artificiale, stia prendendosi la rivincita. Sarà bello ora vedere i neuroni artificiali calarsi nell’ignoranza diffusa, sentirli sostenere che la terra è piatta, o obbligarli a essere costantemente informati su cosa stanno combinando Fedez, Meghan e Harry. Macchine stupide genereranno a loro volta macchine ancora più stupide, e così all’infinito. Altro che Intelligenza Artificiale, vincerà, se non ha già vinto, la Stupidità Artificiale.

 

Marco Schintu

(Ufficio pesi e misure di Aristan)

 

Sarà bello vedere i neuroni artificiali calarsi nell’ignoranza diffusa, sentirli sostenere che la terra è piatta, o obbligarli a essere costantemente informati su cosa stanno combinando Fedez, Meghan e Harry

 

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