LA SUA MEMORIA PIÙ ANTICA


Editoriale del 29 novembre 2017

Antonio Gramsci, un personaggio proustiano. La sua memoria più antica e insistente è quella della madre che batteva, con maestria e con eleganza, le mani sul tavolo per fare il ritmo di una favola. La sua memoria più antica è quella della mamma quando gli teneva nascosta la notizia che il padre era in prigione, e lui rabbiosamente lo seppe, bambino, da altri, origliando discorsi di adulti. La sua memoria più antica è la madre che cuciva camicie e vestiti per dar da mangiare ai figli rimasti senza padre e senza pane. È quella della madre che, ragazza povera appena alfabeta, e sarda, era stata male accolta dalla famiglia del marito, borbonica e militar-borghese, e ora, col marito in carcere, si rifiutava di chiedere aiuto a quei parenti. È quella della madre che gli leggeva o prestava Robinson Crusoe. Forse per questo si rifiutò sempre di avere commercio intellettuale se non con i più grandi, con i sommi incompresi, come Machiavelli.

Gianluigi Sassu (Asiatista di Aristan)

La sua memoria più antica e insistente è quella della madre che batteva, con maestria e con eleganza, le mani sul tavolo per fare il ritmo di una favola. (da LA SUA MEMORIA PIÙ ANTICA, editoriale di Gianluigi Sassu)

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