LA VALIGETTA NUCLEARE


Editoriale del 28 gennaio 2021

In tanti hanno avuto paura che Donald Trump negli ultimi giorni della sua presidenza desse ulteriormente di matto e premesse il bottone sbagliato smanettando sulla “valigetta nucleare”. Poi, informandomi meglio, ho capito che all’interno della “valigetta nucleare”, contenuta in una pesante borsa in pelle nera che accompagna sempre il Presidente, esiste di tutto tranne che un pulsante in grado di lanciare missili: un libro di istruzioni pesante venti chili con il kit dei codici di innesco, uno di settantacinque pagine con le opzioni di risposta a un attacco, un altro con le indicazioni di dove rifugiarsi nel caso peggiore, un telefono satellitare per chiamare il Pentagono. È evidente che tra l’ordine di lanciare un razzo a testata nucleare e la sua effettiva esecuzione da parte dei militari si fa a tempo a ricevere sul telefono quattrocento pernacchie. Del resto i militari sono strani. In un’altra vita sono stato anch’io un soldato, e persino uscire dalla caserma era complicato: occorreva dimostrare di avere in tasca il numero di telefono della stessa, un gettone telefonico, ago, filo e un bottone della giacca. Oltre che un sufficiente quantitativo di carta igienica. Come quando si decide di lanciare una bomba atomica, non dovrebbe succedere ma potrebbe.

Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

“È evidente che tra l’ordine di lanciare un razzo a testata nucleare e la sua effettiva esecuzione da parte dei militari si fa a tempo a ricevere sul telefono satellitare quattrocento pernacchie”
Da LA VALIGETTA NUCLEARE – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

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