LACRIME E AVVOLTOI


Editoriale del 16 marzo 2018

Davide Astori era un bravo ragazzo, un atleta forte e leale. Ho saputo della sua morte improvvisa mentre uscivo di casa per andare a vedere la partita del Cagliari, e la notizia mi ha scosso. Ho pensato: sicuramente la Fiorentina non giocherà, ma oggi non dovrebbe giocare nemmeno il Cagliari; lì ha molti amici. Quando ho saputo che entrambe le partite erano state sospese ho provato un senso di sollievo. Non ho mai cancellato dalla memoria, infatti, quella sera del 29 maggio 1985 quando sugli spalti dello stadio Heysel poco prima della finale di Coppa dei Campioni tra il Liverpool e la Juventus un’orda hooligans ubriachi uccise 39 persone e ne ferì oltre 600. E l’UEFA decise che bisognava giocare lo stesso. The show must go on; per motivi di sicurezza, dissero quella volta. Ma questa volta l’UEFA ha fatto la cosa giusta, ho pensato. Poi ho saputo che erano state sospese anche tutte le altre partite. Da quel momento, al dolore sincero di amici, conoscenti e tifosi (espresso con una commossa partecipazione e con spontanei gesti di affetto) si è sovrapposta una autentica orgia di retorica. La tragedia ha perso la composta dimensione del lutto ed è cominciata una gara sfrenata all’enfasi celebrativa. Niente e nessuno ha potuto arginarla. I media, quegli stessi media capaci di stare per mesi – come avvoltoi – sul cadavere di Sara Scazzi, galvanizzati dall’emozione popolare si sono esibiti per molti giorni, spietatamente, in tutte le più viete sfumature del cordoglio patinato. Le stesse istituzioni sportive (e non), hanno sciorinato un repertorio di iniziative che non ha eguali per nessuna tragedia analoga. Chi come Dani Alves del PSG ha tentato una garbata riflessione (“Tutta la squadra è vicina alla famiglia di David. Lui adesso è in un mondo migliore. Nel mondo ci sono tantissimi bambini che muoiono e forse non hanno altrettanta attenzione. Siamo qui di passaggio.”) è stato subito aggredito; si è parlato nei casi più moderati di “frase choc”, di “brutta caduta di stile”, di “mancanza di cuore”. Tanto che lo stesso Dani Alves si è sarcasticamente scusato sui social: “Non avevo intenzione di offendere nessuno. Vivo in un mondo in cui spesso bisogna essere ipocriti per essere apprezzati dalle persone”.
Ha ragione. Credo che anche Davide, uomo schivo ed elegante, sarebbe stato d’accordo.

Filippo Martinez (Estetista di Aristan)

“La tragedia ha perso la composta dimensione del lutto ed è cominciata una gara sfrenata all'enfasi
celebrativa. Niente e nessuno ha potuto arginarla. I media, quegli stessi media capaci di stare per
mesi – come avvoltoi – sul cadavere di Sara Scazzi, galvanizzati dall'emozione popolare si sono
esibiti per molti giorni, spietatamente, in tutte le più viete sfumature del cordoglio patinato.”
(da LACRIME E AVVOLTOI, editoriale di Filippo Martinez)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA