L'arcobaleno delle emozioni


Editoriale del 12 gennaio 2014

Occhio alla faccia che fate; vale molto di più di un fiume di parole. La coordinazione della muscolatura del volto umano è sotto il controllo di un meccanismo straordinario e sofisticato che ci ha messo milioni di anni per farci esprimere precisamente quello che sentiamo e pensiamo. I rettili possiedono dei micro-muscoli che consentono di variare l’angolazione delle scaglie e di muoversi col tipico movimento viscido e sinuoso di cui bisogna diffidare, negli uccelli una simile muscolatura in miniatura è stata conservata per muovere le piume, per sembrare più grossi, spaventare gli avversari e conquistare la femmina. Nell’uomo questi stessi muscoli, utilizzati centinaia milioni di anni prima per strisciare sulla sabbia, sono diventati cruciali per esprimere la nostra emotività. Al punto tale che, secondo Darwin, le espressioni facciali sono il primo vero linguaggio delle emozioni. Le emozioni sono come i colori, quelle fondamentali: tristezza, felicità, rabbia, paura, disgusto e sorpresa si combinano per formare l’arcobaleno di quelle complesse come la compassione, l’imbarazzo e molte altre. Ovviamente tutta la gestualità e i movimenti dell’intero corpo sono essenziali per esprimere le emozioni ma ricordiamoci che nella rappresentazione delle nostre mappe mentali la superficie cerebrale dedicata al controllo dei movimenti del viso e della manualità fine è enormemente superiore a quella dedicata a tutto il resto del corpo. Quindi se volete sapere quanto sia sincero il vostro interlocutore non ascoltate solo quello che dice ma osservate attentamente le mani e soprattutto il suo viso che potrebbe riservarvi qualche sorpresa.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

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Jim Carrey – Faces – Unatural Act – 1991

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