L'AROMA DELLA CIVILTA'


Editoriale del 19 febbraio 2020

Quando una specie benefica rischia l’estinzione segnali, anche minimi, di controtendenza sono un motivo di speranza e vanno salutati con gioia. Anche perché l’esperienza insegna che spesso la conservazione di una singola specie può avere, a cascata, effetti positivi su interi ecosistemi.

La libreria non è un organismo viventi, ma pulsa di vita. È come se i ricordi, i pensieri, le emozioni, le fantasie, i sogni, i desideri di tutti quelli che si sono aggirati nei suoi stretti meandri penetrassero via via nelle sue pareti, nel materiale solido e paziente degli scaffali, abituato a sopportare pesi ingenti senza curvarsi, e nelle pagine dei libri sfogliati, mischiandosi al profumo della carta e del legno e restituendo un aroma unico e intenso, prodotto da vissuti eterogenei e multiformi. Ha ragione Popper: la conoscenza è un mondo autonomo, il “mondo 3” immateriale dei saperi, che s’intreccia e interagisce con il “mondo 1” delle realtà fisiche, naturali o artificiali, e con il “mondo2” degli stati mentali e degli universi interiori delle persone. Le librerie sono la convergenza e la sintesi perfetta di questi tre mondi, il luogo dove essi s’intersecano e s’incastrano alla perfezione, fondendosi in un tutto che odora di ingegno, di creatività, di voglia di scoprire, di confrontarsi e di imparare. Per questo quando una di esse chiude si spegne un’intera tradizione, un’esperienza, una memoria che custodisce il fuoco che accende il pensiero e lo vivifica.

Secondo Paolo Ambrosini, presidente dell’ALI, Associazione Librai Italiani, sono 2300 le librerie chiuse in Italia negli ultimi cinque anni: un’autentica Caporetto, così la definisce. Urge allora erigere bastioni per frenare questa ritirata e dare inizio alla riscossa, alla riconquista delle posizioni perdute. Può per questo essere considerato un auspicio favorevole il fatto che a Cagliari nei giorni scorsi abbia riaperto i battenti, dopo un periodo di pausa, una libreria che oltre a essere storica ha un nome beneaugurante: il Bastione, appunto. Il programma illustrato alla città e ai suoi residenti è ricco di laboratori, incontri, presentazioni: quanto basta per sperare che si produca l’effetto positivo a cascata di cui si parlava, con la creazione, attorno a questo luogo di ritrovo, di dialogo e di formazione di gruppi di lettura, di nuovi spazi capaci di combattere la malattia che sta corrodendo sempre più il nostro tessuto sociale: l’isolamento e il sordo rancore che ne deriva, che induce a comportarsi nei confronti del prossimo come un albero, magari verde di foglie e di rami, ma incapace di offrirsi in dono e di fruttificare per l’altro da sé.

 

Silvano Tagliagambe (Iconografo di Aristan)

 

 

La libreria non è un organismo viventi, ma pulsa di vita. È come se i ricordi, i pensieri, le emozioni, le fantasie, i sogni, i desideri di tutti quelli che si sono aggirati nei suoi stretti meandri penetrassero via via nelle sue pareti, nel materiale solido e paziente degli scaffali, abituato a sopportare pesi ingenti senza curvarsi, e nelle pagine dei libri sfogliati, mischiandosi al profumo della carta e del legno e restituendo un aroma unico e intenso, prodotto da vissuti eterogenei e multiformi. (da L’AROMA DELLA CIVILTA’ -Editoriale di Silvano Tagliagambe)

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