LE GIUSTE MISURE DELL’INFINITO


Editoriale del 21 gennaio 2015

La consapevolezza dell’universo in cui ci muoviamo e della materia di cui è fatto continua a crescere con velocità esponenziale, allargando il campo del sapere. Nel 2012 i designer quindicenni  (sì, sì, quindicenni!) Cary e Michael Huang hanno creato un sito (in gergo si tratta di una infografica interattiva) chiamato The Scale of the Universe*. Si tratta di una pensata tanto semplice quanto meravigliosa, che inchioda il visitatore allo schermo e che avvicina alle frontiere della conoscenza anche le nonne più restie alla tecnologia. L’applicazione, ripresa da svariati siti universitari e dalla NASA, è dotata di una barra di scorrimento che permette di navigare dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande e di scoprire meglio l’universo conosciuto e il posto che occupa l’uomo in un mondo così vasto (ma Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca Ministro dell’Economia, quando scelse l’uomo vitruviano per le monete da un euro italiane, voleva davvero porre l’uomo come misura di tutte le cose?). Molte curiosità trovano risposta. Quanto è grande un pallone da basket rispetto alla piramide di Giza o a Proxima Centauri? Fin dove arriva la misura di un microscopio ottico? La porta di un transistor è più o meno grande del virus dell’HIV?
Purtroppo residuano le domande più ingenue, alle quali neanche i brillanti quindicenni hanno ancora saputo fornire adeguate risposte (i ragazzi non sono più seri come una volta): dove sarà arrivato l’universo tra qualche milionata di anni? Dove saremo noi allora? A questo punto il pensiero diventa vertiginoso e, dalle certezze raggiunte, si torna inesorabilmente in bilico sull’abisso della follia.

Luca Cocco
Connessionauta di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 
http://htwins.net/scale2/lang.html

da Non ci resta che piangere (1984) scritto, diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi

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