LE RAGIONI DEL ROSSETTO


Editoriale del 3 marzo 2021

Qualche giorno fa nell’ufficio a fianco al mio dove lavorano tre colleghe si è scatenato un tripudio di acclamazioni. Causa dell’affettuoso baccano era l’apparizione in video di Ornella, la nostra collega in quarantena, con un sontuoso, cremoso, luccicante rosso carminio sulle labbra. Allora ho fatto mente locale: da mesi ormai durante la pausa caffè, abbassate le mascherine, tutte le colleghe esibiscono labbra struccate. Perché? Per non impiastricciarsi? Macché; esistono i rossetti indelebili. È una morigeratezza indotta dalla gravità della crisi attuale? Sarebbe insolito; stando alla storia recente, infatti, dal boom delle vendite di prodotti per il make-up durante la Grande Depressione al LIPSTICK INDEX, termine coniato dopo il crollo delle torri gemelle per indicare la “tenuta” delle vendite del trucco nei periodi di crisi, le donne non hanno mai rinunciano al trucco e in particolare al rossetto. E allora? È una nuova etica? Una neonata filosofia che impone alla bocca, in quanto veicolo della trasmissione del virus, di astenersi da pigmenti, men che meno da quelli vivaci e scintillanti? Non è da escludere. Fatto sta che il crollo del 57% delle vendite di rossetti registrato nel 2020, a fronte di un calo molto minore degli altri prodotti per il trucco, contraddice la teoria che aveva generato l’Indice Lipstick. Sia quel che sia, io son d’accordo con chi ha definito il rossetto “un presidio psicologico” dotato di un potere taumaturgico. E sto con Ornella. Non ho mai smesso di portare il rossetto sotto la mascherina. Indelebile.

Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

“Sia quel che sia, io son d’accordo con chi ha definito il rossetto «un presidio psicologico» dotato di un potere taumaturgico. E sto con Ornella.”
Da LE RAGIONI DEL ROSSETTO – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

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