LE SCORIE NUCLEARI  - Editoriale del 1 marzo 2019


Le servitù militari: c’è anche chi ne scorge i lati positivi. Per esempio la tutela dei luoghi, per la quale basta un semplice filo spinato, con cartello: zona militare. Cosa sarebbe la Sella del Diavolo e altre zone, se non l’avessero protetto con invalicabili confini militari? Per me sono zone che non esistono, come chez Maxim e Cala di Volpe. So che ci sono, ma non li vivrò mai. Ma sono costruzioni dell’uomo, non rivendico alcun diritto. Per il suolo è diverso. Ogni tanto si accende un dibattito, ma tra di noi, a cena. Adesso pare che vogliano portarci le scorie nucleari. Che la Sardegna sia il sito ottimale. Sarà. Mi chiedo solo: ma il secondo e terzo ottimali non esistono? Proprio da noi, che qualche servitù la vantiamo e da molto tempo.

Quelli che si stupiscono della nostra contrarietà sono magari gli stessi che insorgono se un cassonetto glielo mettono di fronte a casa sua, anche se è la posizione ottimale. Se viene chiusa al traffico una certa via. Se si impedisce la costruzione nel colle San Michele, come se da noi non avessimo spazi, se fossimo tipo costiera amalfitana. La loro reazione funziona a intermittenza. Spesso dipende dall’orientamento politico. Chiudiamo l’orto botanico e tra dieci anni diciamo: “Chissà come l’avrebbero ridotto se l’avessimo lasciato aperto al pubblico”. Potremmo sempre guardarci delle foto a colori e in bianco e nero, godibili anche da chi vive all’estero. In qualche caso c’è un risarcimento e allora si combatte per un aumento. La salute è un bene affidato alla sorte. Si inquinano le falde acquifere? Ci sono tante marche di acque minerali. Che differenza c’è tra una spiaggia da sbarco e una spiaggia libera? Nessuna. Tutte e due vengono assalite. Un metro quadro per un ombrellone lo si trova sempre. Quando giravo per L’Aquila mi stupivo sempre per come ristrutturavano e conservavano il proprio patrimonio architettonico. Anche nei dettagli. Invidia.

Si sfrutta senza pensare al futuro. Ma chi se ne frega. Si vive una sola volta. Specie se non si hanno figli.

 

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan) 

 

Che differenza c’è tra una spiaggia da sbarco e una spiaggia libera? Nessuna. (da LE SCORIE NUCLEARI   – Editoriale di Nino Nonnis)

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