LE TRE CARTE


Editoriale del 22 maggio 2017

Eccole qui le tre carte: io, John e quello che accade. È il giorno della rabbia in Palestina, chiamato dai capoccia del governo in supporto ai 1300 detenuti politici nelle carceri israeliane. Uno schifo, messi dentro senza processo, niente visite, niente libri, apartheid dentro e fuori, uno scandalo, ma che ve lo dico a fare, siete informati a puntino! Comunque, John scrive per al-Jazeera e siamo in piazza a Ramallah, vogliamo capire dove sarà il bordello, le sassaiole, gli arresti, la tragedia da farci il pane! Lui più di me, i qatarini pagano come si deve, io, al solito, pezze al culo, mi allungano le noccioline. Uomini e pischelletti sono appena usciti dalle moschee, tutti carichi, infoiati alla pugna, debordavano su ogni porta tutte gonfie di carne, il sole a spaccare sul minareto che rovescia sulla città bile a ettolitri. Io frugo fra i contatti, per strada sempre per strada, uno dei bordelli sarà a Kofar, prigione infame, tutti là a tirare sull’esercito sionista! Andiamo! Le tre carte, io John e quello che accade. E si arriva infine, i pischelletti tirano con le fionde da un pendio su due blindati e poi ci sono gli spettatori sul crinale, nei secoli dei secoli, rivoluzioni col culo degli altri e truculenza in poltrona. Gli israeliani sparano e noi tutti ci si piega, cazzeggiano insomma, la cosa va avanti per un po’, poi si rompono gli zebedei e vengono su a tutta callara per i tratturi… e via! Il fuggi fuggi! Ci spalmiamo sui vicoli tutti spompati, le donne nei veli alle finestre ci danno le indicazioni mute, arrivano, stanno là, stanno qua… io me la spasso! Pischelletto nell’amigdala! John è imbolsito e si trascina, becca anche una zaffata di lacrimogeno, bestemmia! L’incursione ha procurato alla brigata Golani un arresto, se ne vanno, e tutto ricomincia ma la panna s’è smontata, sono mogi ora che il sole è un tuorlo inchiodato al pomeriggio…è un secolo che i Palestinesi si battono, gloriosi e sfruttati da questo e quello…pietre contro una potenza nucleare… sto giorno della rabbia è una minchiata! I politici palestinesi usano la ciurma popolare come carne da cannone, giovinezze spremute in galera per tre righe d’inchiostro sui giornali. C’è un contadino accanto al teatrino della storia che se ne fotte, si trascina dietro al mulo, dietro ai solchi, stesso affare per lui, nei millenni! E io lo dico a John, John, senti, per me la notizia è che è tutta una patacca sto giorno della rabbia. Ma lui no, i principi qatarini fra mille menzogne diplomatiche appoggiano i palestinesi, spendono i milioni, la furia popolare deve affrescare sangue nel cielo, sconvolgere gli equilibri politici, far venire emorroidi grosse come cavolfiori a Netanyahu! Insomma, per al-Jazeera la notizia non c’è! Silenzio! Non è accaduto nulla! Pigliamo due limonate, torniamo a Ramallah… informati a puntino proprio… basta scegliere…io…John…quello che accade…

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

Le tre carte, io John e quello che accade (da LE TRE CARTE – Editoriale di Luca Foschi)

Da Io sto con gli ippopotami (1979) diretto da Italo Zingarelli e interpretato da Bud Spencer e Terence Hill

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